15/11/2019 ore 00:33
Foligno: è a pieno regime l'attività presso il nuovo centro regionale di protezione civile
“Le caratteristiche progettuali e l’intero iter seguito per la realizzazione del Centro regionale di protezione civile rappresentano un modello da estendere nell’edilizia privata per garantire qualità, sicurezza antisismica e anche risparmio energetico”. Lo ha affermato l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Stefano Vinti, al termine del sopralluogo che ha effettuato stamani nell’area del Centro in via Romana Vecchia. “La costituzione a Foligno di un unico luogo deputato alla gestione e alla prevenzione in materia di protezione civile – ha detto – consente di innalzare i livelli di sicurezza della popolazione umbra e del territorio che, anche con le forti piogge dei giorni scorsi, ha dimostrato la sua fragilità, nonostante le attività e gli interventi messi in atto costantemente dalla Regione Umbria”. “Con l’insediamento a Foligno del Servizio regionale di protezione civile il Centro entra nella piena operatività”, ha sottolineato Vinti esprimendo “apprezzamento per la funzionalità delle strutture, costruite secondo le più avanzate tecniche antisimiche e innovative anche sotto il profilo architettonico”. “Un’opera – ha aggiunto – che è in larga parte frutto delle capacità tecniche e professionali degli uffici competenti della Regione Umbria, da valorizzare e prendere ad esempio per accrescere la qualità delle costruzioni private. Nelle gare d’appalto per l’assegnazione dei lavori – ha rilevato inoltre - non è stato applicato il massimo ribasso, ma si è privilegiata l’offerta economicamente più vantaggiosa ed è stata così selezionata l’impresa in grado di garantire alta qualità nei lavori”. “È rimasto da completare l’autoparco – ha detto l’assessore regionale – e allo studio c’è la possibilità di collocare sull’edificio e su altre superfici utili pannelli fotovoltaici, in modo da soddisfare il fabbisogno energetico dell’intero Centro regionale di protezione civile. È l’obiettivo più immediato che la Regione Umbria si propone per questa opera – ha concluso - che coniugherà così sperimentazione di sistemi antisismici, innovazione e qualità architettonica e risparmio energetico”.
Al Centro regionale di protezione civile, dove è stata trasferita la sede del Servizio di Protezione civile della Regione Umbria, è attribuito un ruolo guida nella gestione e nello svolgimento delle funzioni previste dal Piano regionale in materia di prevenzione, formazione, programmazione e pianificazione dell’emergenza a supporto degli Enti locali. L’attività in emergenza sarà interamente gestita dalla sala operativa del Centro.
Alle attività del Centro concorrono, in modo unitario, tutte le strutture operative presenti, collegate anche con l’”Arpa” (Agenzia regionale per la protezione ambientale) Umbria, con le strutture universitarie, con i Servizi Tecnici Centrali dello Stato, con i gruppi nazionali del Dipartimento della Protezione civile e con la comunità scientifica.
Allo stesso modo, per la gestione della Sala Operativa, che sarà l’unica struttura regionale per la gestione dell’emergenza con caratteristiche ad alta specificità. Tale centro è dotato di supporti tecnologici d’avanguardia nel campo informatico ed in quello delle telecomunicazioni.
Si prevede la concorrenza dei soggetti presenti all’interno del Centro per attivare una struttura che andrà a sostituirsi alle varie sale operative presenti ora in ambito regionale.
La razionalizzazione della Sala Operativa consentirà di ridurre i costi generali, di fornire un servizio altamente qualificato e specializzato in tutti i settori; garantirà inoltre il supporto costante con professionalità e competenze diverse in qualsiasi momento per qualsiasi tipo di emergenza. Nella Sala Operativa troveranno riferimento, per la gestione dell’emergenza anche servizi quali il 115, il 116, il 118 oltre alle strutture operative presenti nel Centro quali i Vigili del Fuoco, il Corpo Forestale dello Stato, le Comunità Montane, il Consorzio di Bonifica. Queste dispongono, comunque, di servizi propri per la gestione delle attività ordinarie nelle proprie sedi.
I soggetti e le risorse per la realizzazione del Centro regionale, che hanno comportato un investimento complessivo di oltre 31 milioni di euro (31.384.374,28) di cui oltre 26 milioni di euro a valere sui fondi della ricostruzione post-sisma, sono stati fissati, a seguito del terremoto del 1997, con una ordinanza del Ministero dell’Interno e con il successivo accordo di programma del 29 giugno 1998 firmato da Regione Umbria, Comune di Foligno, Dipartimento della Protezione Civile, Provveditorato alle Opere Pubbliche dell’Umbria, Comando Provinciale dei Vigili del fuoco di Perugia, Croce Rossa Italiana, Consorzio Bonificazione Umbra.
Gli altri soggetti coinvolti nelle attività del Centro con spazi operativi riservati all’interno dello stesso, sono il Ministero dei Beni Culturali, il Corpo Forestale dello Stato e le Comunità Montane. L’area ospita una struttura di servizio per ciascuno dei soggetti partecipanti per lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali e quelle di protezione civile. Un edificio è adibito a sede del Corpo Forestale dello Stato per lo svolgimento delle proprie attività d’istituto sul territorio. C’è inoltre una struttura di deposito materiale di primo intervento dei beni culturali storico artistici, archivistici e librari ed un edificio di deposito e conservazione di moduli prefabbricati. La sede del distaccamento dei Vigili del Fuoco comprende un campo base per addestramento e per esercitazioni del volontariato. A completare il Centro regionale di protezione civile c’è la sede del Consorzio della Bonificazione Umbra, un edificio per servizi comuni, l’ufficio informazioni, sorveglianza. Ci sono infine aree per lo stoccaggio di materiali ed ammassamento mezzi, per l’insediamento moduli abitativi e una piazzola per l’atterraggio di elicotteri.Progettualmente la scelta operata ha privilegiato sistemi di isolamento sismico, al fine di consentire la piena attività del Centro di protezione civile anche in caso di rilevanti fenomeni sismici. Infatti quasi tutte le strutture sono state isolate e sono dotate di impiantistica adeguata alle situazioni di emergenza, soprattutto in merito alla trasmissione delle informazioni.È in fase di progettazione l’autoparco che ospiterà circa 60 posti auto per una superficie di circa 2500 metri quadrati. È allo studio, inoltre, la possibilità di attrezzare quest’area e tutte le superfici utili del Centro con pannelli fotovoltaici, la cui energia ricavata sarà utilizzata per coprire il fabbisogno dell’intero complesso di Protezione Civile. L’intervento è in linea con le caratteristiche innovative che hanno contraddistinto le altre realizzazioni.
28/12/2010 ore 0:11
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