15/11/2019 ore 01:14
Il Pdl dice basta alla politicizzazione delle nomine dei direttori generali di Asl e aziende ospedaliere
Il gruppo consiliare regionale del Popolo della Libertà ha depositato in Consiglio regionale il disegno di legge su nomina e revoca dei direttori generali delle Asl e delle Aziende Ospedaliere, “così come era stato annunciato nella conferenza stampa che il gruppo PdL aveva tenuto qualche giorno fa, a seguito dello scandalo Sanitopoli”. Il capogruppo del Pdl, Raffaele Nevi, spiega che “tale disegno di legge (che si aggiunge a quello, già depositato, sulla riforma del meccanismo di nomina dei primari ospedalieri) interviene in modo puntuale sulle leggi esistenti (in particolare sulla Legge regionale 3/1998) per limitare la politicizzazione dei direttori generali che invece di rispondere del funzionamento dei servizi in ottica meritocratica spesso si dedicano alla politica senza che nessuno possa sindacare del proprio operato. Non solo ma non possono neanche essere revocati se commettono atti gravi, come sono emersi nelle intercettazioni che riguardano la dottoressa Rosignoli”. “Con questo disegno di legge – evidenzia Nevi - viene modificato il meccanismo di nomina prevedendo, al contrario di oggi, la partecipazione attiva del Consiglio regionale e non solo della Giunta. Il Consiglio nomina una commissione tecnica che effettua la valutazione dei curriculum degli aspiranti alla nomina di direttori generali. La commissione è formata da un rappresentante dell'Agenzia nazionale servizi sanitari regionali, un docente universitario in materie giuridico – economiche, un esperto in management sanitario. Tale commissione trasmette le valutazioni fatte alla commissione sanità del Consiglio regionale e sulla base di questo il presidente della Regione nomina il direttore generale. Contestualmente – continua il consigliere del Pdl - si assegnano gli obiettivi (da verificare ogni anno) e sulla base di questi si conferma o meno l’incarico dopo aver acquisito il parere del Consiglio regionale. Le funzioni di direttore generale non possono essere svolte per più di cinque anni nella stessa Asl o Azienda Ospedaliera e comunque il direttore generale cessa dall’incarico quando il Consiglio regionale si scioglie onde evitare il 'vizietto' (come nel caso della Rosignoli) di essere confermata poco prima della fine legislatura e incastrare il nuovo Governo regionale a cui quindi quel direttore generale non risponderà”. Raffale Nevi sottolinea che nel disegno di legge c’è anche “una nuova norma sulla revoca, oggi praticamente impossibile. Viene infatti inserita la possibilità che se la commissione consiliare del Consiglio regionale indica alla Giunta, con un votazione a maggioranza assoluta dei componenti, un grave motivo (ad esempio una inchiesta magistratura su fatti che attengono alle sue funzioni di direttore generale), si può procedere alla revoca del contratto. In sintesi, con questa legge che sottoponiamo al giudizio delle forze politiche del Consiglio regionale ma anche dei soggetti coinvolti nel 'pianeta sanità' per eventuali miglioramenti che qualcuno volesse apportare, cerchiamo di cogliere l’obiettivo di separare sempre di più le dinamiche della politica (che deve dare indirizzi e controllare) dalla gestione tecnica che deve solo raggiungere gli obiettivi fissati”. “Con questo disegno di legge – conclude l'esponente dell'opposizione - vorremo anche tornare su un argomento che occupava il dibattito politico nei primi giorni dell’inchiesta e che oggi è misteriosamente scomparso. In particolare vorremmo sapere se la Giunta regionale, il centrosinistra e la presidente Marini, che ad oggi è ancora assessore alla Sanità, ritengono ancora utile (come si diceva in quei giorni) una vera, profonda, riforma per immettere nel sistema umbro quegli anticorpi, a base di meritocrazia, che, speriamo, evitino per il futuro che si assista agli scandali a cui i nostri concittadini hanno assistito e su cui la magistratura sta indagando. Noi del PdL, con la nostra 'Officina' abbiamo mantenuto l’impegno, e annuncio che il consigliere Monni (in qualità di vice presidente della I Commissione consiliare) chiederà la trattazione di questo disegno di legge già la prossima settimana, utilizzando quanto previsto dal regolamento del Consiglio che riserva un quarto del tempo delle sedute alla trattazione degli argomenti indicati dall’opposizione”.
7/12/2010 ore 0:26
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