28/01/2020 ore 04:20
L'Umbria tra le regioni italiane più virtuose, con il federalismo non ci sarebbe il rischio di aumenti delle imposte
“Sulla base dei costi standard previsti dal federalismo, l'Umbria risulta tra le regioni più virtuose a livello nazionale, particolarmente nella gestione della sanità, e questo la colloca tra le poche che non avrebbero bisogno di aumentare le imposte a carico dei cittadini”. A sostenerlo è Andrea Smacchi, consigliere del Pd che cita i dati emersi al convegno nazionale della Federazione italiana Aziende Sanitarie ed ospedaliere. Questo risultato, aggiunge Smacchi, “diventa ancora più importante se si considera che a livello nazionale la qualità della sanità umbra ha ottenuto il più alto indice (quota 100) collocando la nostra regione in un ruolo di eccellenza”. Il modello umbro della sanità, per Smacchi, ha il merito “di non lasciare escluso nessuno, anzi partire dagli ultimi è l’arma vincente per essere i più bravi, questo vale in sanità come negli altri settori della società”. “Con il nostro modello di assistenza sanitaria e sociale – osserva Smacchi - difficilmente potremmo assistere alla nascita di cliniche degli orrori come quella di Milano dove, secondo l’accusa, si operava non per il bene del paziente, ma per il cospicuo rimborso sanitario. I dati, oggettivamente indiscutibili, – sottolinea l'esponente del PD - dovrebbero essere di orgoglio per tutta la politica umbra e da stimolo per migliorare quegli aspetti che necessitano di intervento, come l’altissimo tasso di mobilità extraregionale della Asl 1 e la necessità, dopo una approfondita analisi, di riconsiderare i criteri di assegnazione dei fondi degli ospedali”. Per Smacchi sarebbe necessario “incidere sul fattore rappresentato da quel 40 per cento di prestazioni che, seppur regolarmente prenotate, non vengono erogate”. L'auspicio è quello che si possa continuare a “mettere in atto quei concetti di servizio universalistico e solidaristico ai quali la Regione Umbria si è sempre ispirata. E' necessario – aggiunge - adeguare e potenziare tutti quei servizi che contribuiscono al raggiungimento degli obbiettivi fissati dal Piano strategico e rendere omogenee le prestazioni nei vari territori. Queste – conclude Smacchi - sono le sfide che ci attendono per non abbandonare a sé stessi i più svantaggiati”.
25/11/2010 ore 0:01
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