18/09/2020 ore 16:56
Terni-Rieti: Anas e Arpa firmano in Regione un protocollo per il monitoraggio dell'impatto ambientale
Condividere i dati finora raccolti e disciplinare in modo congiunto le restanti attività di monitoraggio ambientale da svolgere sia durante che dopo i lavori di realizzazione della nuova “Terni-Rieti”. È questo il contenuto del protocollo firmato a Palazzo Donini dal Capo Compartimento Anas dell’Umbria Raffaele Spota e dal Direttore generale dell’Arpa Umbria Svedo Piccioni, alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente, alle Infrastrutture e Trasporti Silvano Rometti. “La realizzazione di un’opera importante come la Terni–Rieti ha richiesto una particolare attenzione da parte della Regione – ha commentato l’assessore Rometti - sia dal punto di vista dell’infrastruttura sia per l’impatto che questa può avere sull’ambiente e sulla qualità della vita delle persone. Il protocollo che oggi viene sottoscritto consentirà un monitoraggio ‘in corso d’opera’ degli effetti prodotti, consentendo di poter intervenire nelle fasi di realizzazione, qualora si riscontrino eventuali criticità o problematiche”. “Le infrastrutture – ha affermato il Capo Compartimento Anas dell’Umbria, Raffaele Spota – sono necessarie tanto per garantire la mobilità e la libera circolazione dei cittadini quanto per consentire lo sviluppo industriale e quindi l’occupazione nel territorio. Ma la realizzazione e la gestione delle opere non deve prescindere da un’attenta e accurata analisi dell’impatto di queste ultime sull’ambiente. Il protocollo firmato oggi testimonia l’attenzione dell’Anas a questi aspetti nonché la capacità di collaborazione con gli enti territoriali e locali”. “Questo Protocollo – ha sottolineato il direttore generale di Arpa Umbria, Svedo Piccioni – è molto importante perché non si limita all’individuazione dell’impatto ambientale connesso all’opera, ma verifica anche l’efficacia delle misure previste per attenuarne le criticità e, soprattutto, permette di intervenire tempestivamente su eventuali imprevisti”. Il protocollo di monitoraggio ambientale, nel rispetto della delibera CIPE 131/2003, raccoglie e disciplina le attività svolte e quelle ancora da svolgere. In particolare vengono osservati tre componenti ambientali: “rumore”, “atmosfera” e “ambiente idrico”. Ogni componente viene studiata attraverso vari parametri qualitativi e quantitativi, con attività di rilevamento in campo, raccolta di campioni, analisi chimico-fisiche ed elaborazione dei dati rilevati. Le attività di monitoraggio riguardano sia l’impatto delle diverse fasi di avanzamento del cantiere in corso d’opera, sia l’impatto dell’infrastruttura dopo l’apertura al traffico.
Tale approccio consente di verificare la congruenza con le previsioni di impatto ambientale nonché l’idoneità e l’efficacia delle misure di mitigazione previste nel progetto. Il monitoraggio permette, inoltre, di garantire il pieno controllo della situazione ambientale, potendo rilevare eventuali criticità in tempo utile per adottare tempestivamente le necessarie azioni correttive. Il tracciato stradale della nuova “Terni-Rieti” si estende per circa 10 chilometri, metà dei quali sono in galleria, attraversando un territorio poco antropizzato e caratterizzato da zone pianeggianti, colline e ambiti pedemontani. Ai fini dello studio e della raccolta dei dati il tracciato dell’infrastruttura è stato convenzionalmente suddiviso in 4 aree territoriali principali: Piano di Canale, Clemenina-Cuor delle Fosse, Valnerina e Castello Terni Est. La scarsa urbanizzazione dei luoghi e l’assenza di ricettori sensibili hanno indirizzato la localizzazione dei punti di misura per il monitoraggio delle componenti “rumore” e “atmosfera” in corrispondenza delle poche aree ove il tracciato si avvicina a ricettori di tipo residenziale e agli imbocchi delle gallerie. Per quanto concerne invece la componente “ambiente idrico”, la scelta dei punti di misura e campionamento si è basata sulla interferenza reale e/o potenziale con il sistema delle acque e in funzione delle lavorazioni da effettuare, nonché sulla distanza dei cantieri dai corsi d’acqua per quanto concerne l’ambiente idrico superficiale. Contestualmente alla sottoscrizione del protocollo sono stati consegnati all’Arpa, in formato digitale, tutti i dati dei monitoraggi effettuati fino ad oggi.
21/10/2010 ore 0:32
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