22/07/2019 ore 11:46
CLa Finanza scopre 18 società fantasma impegnate nella compravendita di automobili, frodati allo Stato milioni di euro
Diciotto società fantasma, 31milioni di euro di fatture false e evasioni all’Iva per oltre 10 milioni di euro nel settore della commercializzazione auto. Questo il bilancio di due distinte operazioni condotte dalla Guardia di Finanza di Terni. Gli agenti del Nucleo di Polizia tributaria hanno scoperto una serie di frodi fiscali che hanno portato alla luce evasioni all’Iva per 17milioni di euro, fatture fasulle per 34milioni di euro, ricavi non dichiarati al fisco per 31milioni di euro, costi non deducibili per 42milioni di euro e 18 società fittizie. Le frodi hanno interessato le province di Terni, Roma, Viterbo, Pavia, Milano e Napoli con diramazioni intracomunitarie anche in Francia. In un primo filone di indagine, le Fiamme Gialle Ternane, a seguito di indagini condotte con la collaborazione delle autorità fiscali francesi e protrattesi per oltre un anno, hanno appurato l’esistenza di un articolato sistema fraudolento che prendeva le mosse dall’acquisto, da parte di una società di Roma, di autovetture immatricolate poi in Italia per uso esclusivo di autonoleggio, scontando, tra l’altro, un prezzo agevolato per la categoria degli autonoleggiatori. Successivamente le auto venivano radiate dalla circolazione in Italia e cedute ad una società francese, controllata dallo stesso imprenditore italiano, sottocosto grazie ai risparmi precedentemente ottenuti. A ciò si affiancava un articolato e raffinato sistema di acquisti e cessioni fittizie, che coinvolgeva 5 società, di cui due con sede in Terni, due a Roma, una in provincia di Pavia e che interessava anche la società francese, in virtù del quale la stessa autovettura passava di proprietà più volte ma solo sulla carta, all’esclusivo scopo di consentire la creazione di crediti Iva in realtà non spettanti. in tal senso la radiazione dalla circolazione in Italia ha reso particolarmente complicata la ricostruzione della frode da parte delle Fiamme Gialle. Dagli accertamenti bancari svolti, più volte è emerso che lo stesso importo di denaro, nell’arco di pochi minuti girava vorticosamente tra i conti correnti delle 5 società, per regolarizzare la compravendita di autovetture in realtà avvenuta solo formalmente. Movimenti di denaro per migliaia di euro creati ad arte per legittimare il valzer di fatture false. Così facendo il gruppo di società, a detta dei finanzieri del Nucleo polizia tributaria di Terni, ha prodotto fatture false per oltre 30milioni di euro, costi non deducibili per circa 19milioni di euro, Imposta sul Valore Aggiunto evasa per circa 7milioni di euro. Sono state poi segnalate ulteriori fatture false emesse verso la Francia per circa 4milioni di euro. Un altro filone di indagine nei confronti di soggetti operanti nella commercializzazione di auto ha consentito ai finanzieri di segnalare agli uffici finanziari una classica frode del tipo "carosello Iva" che ha coinvolto 18 società cartiere, e che ha avuto come terminale, tra l’altro, 2 società di Terni. Nel meccanismo di carosello, il flusso delle fatture di compravendita, non segue il movimento effettivo degli stessi, ma comporta l’inserimento tra venditore ed acquirente di una società cartiera inesistente che incamera l’Iva senza versarla allo Stato; ciò consente poi al rivenditore finale di piazzare il bene sul mercato a prezzi concorrenziali: basti pensare che una autovettura nella frode carosello può essere venduta al consumatore finale a prezzi inferiori fino al 15% - 20% rispetto a quelli di mercato normali. L’indagine ha preso le mosse dalla scoperta di una società che aveva emesso fatture per la vendita tra il 2006 e il 2007 di autovetture per il valore di oltre 4milioni di euro e che dichiarava di svolgere la propria attività in un indirizzo di Roma in cui in realtà i finanzieri hanno trovato solo l’abitazione privata di una persona assolutamente estranea. La stessa società è risultata essere amministrata da un tossicodipendente di 30 anni che aveva accettato l’incarico di amministratore in cambio di pochi euro. Da quel momento si sono sviluppate le indagini delle Fiamme Gialle che hanno portato alla luce un sistema di frode che ha coinvolto ben 18 società cartiere tra Terni Roma, Viterbo e Brescia e che ha consentito alle società fittizie interposte (vere e proprie scatole vuote) di conseguire rilevanti proventi per le attività illecite derivanti dalle fatture false emesse, alle società destinatarie finali dei beni di evadere l’iva ed essere al tempo stesso altamente competitive nella vendita auto. Complessivamente sono scaturiti tra tutte le società interessate a questo secondo filone di indagine 31milioni di euro di ricavi non dichiarati, costi indebitamente dedotti per 23milioni di euro, iva evasa per circa 10milioni di euro.
12/10/2010 ore 12:23
Torna su