21/11/2019 ore 01:17
Università: a rischio le borse di studio a favore degli studenti meritevoli, l'allarme lanciato dall'amministratore unico dell'Adisu
“Per la prima volta in sei anni, da quando sono amministratore unico dell'Agenzia per il diritto allo studio universitario, l'Umbria potrebbe perdere il primato nazionale di concessione di borse di studio. Dalle 5 alle 6 mila ogni anno accademico, erogate a tutti gli studenti che ne hanno diritto per meriti e per reddito, perché ad ottobre il Ministero non ha ancora comunicato l'entità del trasferimento che fino ad un anno fa ci veniva ufficializzato entro maggio”. Lo ha detto a Palazzo Cesaroni il professor Maurizio Oliviero, chiamato dalla Terza Commissione consiliare presieduta da Massimo Buconi, a riferire sugli effetti dei tagli statali all'Università di Perugia: un argomento sollevato dal consigliere Andrea Smacchi del Pd che ha sollecitato l'audizione dell'Adisu, per capire “quanto è giustificato il grido di allarme di molti studenti universitari e se è messo a rischio il diritto allo studio, in particolare dei più meritevoli”. Oliviero, dichiarandosi meravigliato per la presentazione di interrogazioni sulla trasparenza dell'Adisu, - “grave perché ne rispondo personalmente come amministratore unico di una azienda formalmente autonoma, nel momento in cui studenti preoccupati di perdere un diritto dato per acquisito si scagliano anche con insulti contro l'Adisu” - ha rivendicato alla sua gestione la definizione di “ente più virtuoso d'Italia. Il ministero, ha spiegato Oliviero, sulla base di parametri e standard di qualità prefissati, nel 2009 ci ha autonomamente aumentato il contributo da 4,5 a 9 milioni e 338mila euro, perché ha preso atto di un'amministrazione che ha razionalizzato la gestione, riducendo il personale amministrativo dalle 181 unità a tempo indeterminato del 2004 alle 41 di oggi, con una incidenza su costi di gestione ed amministrativi del 4 per cento, a fronte di un 20 previsto. Aver garantito borse di studio a tutti gli aventi diritto, anche grazie alla scelta lungimirante della Regione Umbria di integrare i contributi statali con somme del proprio bilancio, variabili dai 5 ai 6 milioni annui (6milioni e 530mila nel 2010) - ha aggiunto Oliviero - ha consentito di garantire il 73 per cento degli studenti fuori sede, diventando negli anni motivo non secondario di attrattiva verso l'ateneo perugino”. Oliviero ha evidenziato in ultimo la difficile scelta di aver pubblicato i bandi per i benefici agli studenti, “pur in assenza di precise indicazioni sui trasferimento”. Al termine dell'incontro, dopo un breve dibattito, la terza Commissione, su suggerimento del consigliere Damiano Stufara, ha deciso di preparare una risoluzione politica sulle preoccupazioni sollevate dal professor Oliviero, da sottoporre ai voti del Consiglio regionale ed ha formalmente accettato l'invito a visitare la struttura e i servizi gestiti dall'Adisu. Plauso per i risultati raggiunti dall'ente e “pieno sostegno all'operato dell'amministratore unico dell'Adisu”, li ha espressi a fine audizione, il presidente della Commissione Massimo Buconi che ha anche evidenziato la bontà della scelta strategica fatta dalla Regione di incentivare l'arrivo di universitari da fuori regione, con contributi mirati che vanno ad aggiungersi al buon nome dell'ateneo. Buconi, preoccupato per l'allarme lanciato dal professor Oliviero, si è detto comunque orgoglioso dei riconoscimenti conquistati dall'Adisu a livello nazionale e fortemente interessato ad una più diretta conoscenza della struttura della agenzia e dei servizi che giornalmente eroga.
(Foto presa dalla Rete)
15/10/2010 ore 0:39
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