22/07/2019 ore 12:04
Trasporto pubblico locale: cinque Regioni (Umbria compresa) lanciano l'allarme sui tagli imposti dal Governo
“Alla manovra finanziaria, che colpisce duramente il trasporto pubblico locale, dobbiamo opporre un fronte comune, che veda unite tutte le Regioni, affinché il Governo receda dai tagli, insostenibili per il settore”. Lo ha affermato l’assessore ai Trasporti della Regione Umbria, Silvano Rometti, nell’incontro che si è svolto nei giorni scorsi a Firenze, nella sede della Regione Toscana, al quale hanno preso parte gli assessori ai Trasporti delle Regioni Umbria, della Toscana, Emilia-Romagna, Liguria e Marche. I cinque assessori, nell’esprimere allarme e preoccupazione per le conseguenze della manovra del Governo, hanno condiviso la necessità di presentarsi con una posizione comune, in cui si invita il Governo a rivedere la manovra e i tagli, alla prossima riunione della Commissione nazionale trasporti della Conferenza Stato-Regioni, cui parteciperanno tutti gli assessori ai Trasporti delle Regioni italiane, prevista a Roma il 22 settembre. “I tagli – ha detto Rometti – mettono a rischio il sistema del trasporto pubblico locale, ma non intendiamo farvi fronte riducendo servizi e non garantendo il diritto alla mobilità dei nostri cittadini. Per questo, nella riunione del 22 settembre, dobbiamo giungere a una posizione unitaria e sollecitare l’apertura di un confronto con il Governo, in modo da intervenire sulla prossima Finanziaria. Le scelte operate fino ad oggi dal Governo – ha aggiunto - non sono di fatto applicabili alla realtà, in quanto incidono sui servizi minimi, cioè quelli indispensabili per il trasporto pubblico regionale”. “Alto e generalizzato è l’allarme delle Regioni del Centro Italia – ha detto l’assessore della Toscana Luca Ceccobao – Solo in Toscana dovremo fare i conti con un taglio di 200 milioni di euro, che mette a repentaglio le politiche per la mobilità finora adottate, e non ci permette di fare nuovi investimenti oggi necessari per sostenere e rafforzare un modello di mobilità pubblica efficiente e sostenibile a livello ambientale. Questi tagli fanno ricadere interamente sui cittadini i maggiori disagi, peggiorando i servizi e minacciando il loro diritto alla mobilità. Questa politica di tagli ai trasferimenti regionali evidenzia una inaccettabile disparità tra Governo centrale ed enti periferici, laddove la stabilizzazione finanziaria imposta dal Governo è stata fatta ricadere per intero sugli enti locali e le Regioni, che avranno 4 miliardi in meno per il 2011 e 4,5 miliardi per il 2012. Questo è inaccettabile”.
“La manovra – ha sottolineato l’assessore ai Trasporti della Regione Liguria, Enrico Vesco – vanifica i nostri sforzi perché colpisce duramente il trasporto pubblico locale e secondo le stime taglierà in Liguria più di 130 milioni di euro nel biennio 2011-2012, privandoci del 30% circa dei contributi. Cifre così elevate che mettono a rischio l’intero sistema perché non vanno ad incidere sugli sprechi, ma direttamente sui servizi ai cittadini”. Nel corso del suo intervento, l’assessore ai trasporti Vesco ha inoltre sottolineato che “i costi fissi non possono essere toccati, quindi non resterebbe che aumentare le tariffe o tagliare le linee: misure inaccettabili in una regione come la nostra, già penalizzata sia dal punto di vista del servizio che è insoddisfacente, sia da quello morfologico e orografico. Caratteristiche che rendono le nostre infrastrutture incapaci di rispondere adeguatamente alla domanda di mobilità”. “Da luglio – ha sottolineato l’assessore dell’Emilia Romagna Alfredo Peri - è calato un silenzio colpevole da parte di tutti sulla finanziaria di Tremonti. Ne stiamo verificando adesso le drammatiche conseguenze: mi domando francamente come faremo a costruire il bilancio e ad assicurare determinati servizi di fronte a questi tagli, fatti in modo lineare". Nel 2011 alla Regione Emilia-Romagna "verranno meno 350 milioni di euro di trasferimenti statali, a parte la sanità – ricorda l’assessore - ; nel 2012 saranno 420 i milioni tolti. Se consideriamo solo la mobilità, l'anno prossimo dovremo fare i conti con 64 milioni di euro in meno: sul piano pratico vuol dire una riduzione dei servizi tra il 25 e il 30 per cento. Personalmente - conclude Peri - sono per tenere aperto un fronte a livello nazionale e non considerare assolutamente chiusa la vicenda: si può ancora intervenire su queste materie sulla Finanziaria di fine anno”.
Ha concluso i lavori l’assessore ai trasporti della Regione Marche, Luigi Viventi: “Anche se ancora non siamo in grado di contabilizzare con precisione a quanto ammonterà il taglio relativo al trasporto pubblico locale, certo è che alle Marche arriveranno il 67% in meno di trasferimenti statali, mettendo in grave difficoltà persino la redazione del bilancio annuale. Occorrerà attuare misure di risparmi gestionali, ma se non c’è un cambiamento nell’orientamento da parte del Governo centrale ci troveremo a dover far fronte ad una situazione pressoché insostenibile.»
28/9/2010 ore 0:01
Torna su