15/11/2019 ore 08:31
Lavoro: nel 2009 l'occupazione in provincia di Terni è calata del 2.2%, sale al 7,1% il tasso di disoccupazione
Cala l'occupazione del 2,2% in tutti i principali settori economici. La disoccupazione nel 2009 è salita al 7,1%. E' cresciuta la cassa integrazione e in defintiva la crisi generale si fa sentire anche in provincia di Terni. L’andamento del mercato del lavoro nel 2009 e nel primo periodo 2010, le azioni della Provincia per la cassa integrazione in deroga e la firma del protocollo d’intesa con la Camera di Commercio per conferire all’istituto Tagliacarne l’incarico di eseguire uno studio sulle imprese ternane sono stati i temi al centro dell’incontro svoltosi nella sala del Consiglio di Palazzo Bazzani. Erano presenti il presidente della Provincia Feliciano Polli, gli assessori provinciali alle Politiche del Lavoro Fabio Paparelli e allo Sviluppo Domenico Rosati, il prefetto di Terni Augusto Salustri, il presidente della Camera di Commercio di Terni Enrico Cipiccia, i sindaci e gli assessori al settore dei Comuni, le associazioni di categoria, i sindacati, l’Università, gli istituti territoriali di ricerca e l’Inps. Il presidente Polli ha dichiarato: “Nonostante la crisi che stiamo attraversando abbia negativamente influito sull’occupazione, si avvertono alcuni segnali positivi che, se confermati, dimostrerebbero una certa ripresa di alcuni settori produttivi. “Occorre peraltro considerare”, ha continuato il presidente, “che per diversi motivi esiste una certa distanza tra crescita delle imprese e dell’occupazione. Conoscere puntualmente i dati ci potrà consentire di cogliere meglio la situazione, le tendenze, per approntare i rimedi. Per questo motivo stiamo realizzando sistemi di monitoraggio con cadenza periodica più frequente. Va anche sottolineato un aspetto particolarmente importante, e cioè la collaborazione sistematica, per quanto riguarda il monitoraggio del mercato del lavoro, tra la Provincia di Terni, la Camera di Commercio, la Prefettura e le altre istituzioni. Questa sinergia funziona e potrà dare un contributo importante nella fase che abbiamo di fronte; lavorare insieme ci aiuta a limitare gli effetti negativi della crisi e ad individuare meglio le soluzioni per uscirne”.

I dati elaborati dall’ufficio Studi e Monitoraggio del Centro per l’Impiego:

Mercato del Lavoro - L’anno 2009 è caratterizzato dalla crisi economico-finanziaria che ha prodotto effetti negativi sul fronte occupazionale. A livello nazionale, secondo i dati Istat, i posti di lavoro in meno rispetto al 2008 sono 380.000, con una flessione in termini percentuali pari al -1,6%.
Occupazione e disoccupazione 2009 in provincia - A livello provinciale la diminuzione occupazionale è del 2,2% e riguarda per la maggior parte la componente femminile. In termini di valori assoluti si passa da circa 92 mila occupati nel 2008 a circa 90.000 nel 2009, di cui 53mila maschi e 37mila femmine. La perdita occupazionale riguarda sia il settore dell’industria manifatturiera e delle costruzioni, sia il settore del terziario, mentre si rileva una leggera crescita nell’agricoltura. La distribuzione all’interno dei singoli settori produttivi si ripartisce per il 5,2% in agricoltura, per il 27,4 % nell’industria e per il 67,4 % nel terziario. Il tasso di disoccupazione è del 7,1%, nel 2008 era del 4,3%, un dato comunque inferiore alla media nazionale (7,8%). Il numero delle persone in cerca di occupazione è di circa 7.000 unità, a fronte delle 4.000 del 2008. Il tasso di disoccupazione incide di più sulla componente femminile che passa dal 6,5% del 2008 al 10,6% del 2009.
Centri per l’impiego (assunzioni, lavoratori stranieri, iscritti e mobilità) - Il numero delle assunzioni diminuisce del 15,8% rispetto al 2008. Complessivamente gli avviamenti al lavoro nel 2009 sono 25.431, a fronte dei 30.211 del 2008. La diminuzione interessa ambedue i sessi e quasi tutti i settori produttivi, con una particolare accentuazione nel settore edile, nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo e nell’istruzione. Per la componente femminile le opportunità di inserimento lavorativo si trovano soprattutto nel terziario. Alberghiero e ristorazione (15,5%), commercio (10,2%) e istruzione (9,5%), rappresentano le attività dove la componente femminile è superiore a quella maschile. Diversamente dalla tendenza rilevata per gli avviamenti (lavoro subordinato), nel 2009 si rileva per i rapporti di lavoro autonomo e parasubordinato (lavoro progetto, associazione in partecipazione ed altri) una crescita del numero dei contratti attivati, che passano da 3.669 del 2008 a 3.984 del 2009, dei quali 2.438 riguardanti donne. Continua quindi la tendenza di crescita dell’utilizzo di queste forme contrattuali che si caratterizzano molto spesso per la precarietà dei rapporti di lavoro attivati. La flessione del numero delle assunzioni riguarda in maniera sensibile anche i lavoratori stranieri. Per quest’ultimi, dopo un lungo periodo di costante crescita, si rileva nel 2009 una diminuzione degli avviamenti, che passano da 8.060 nel 2008 a 7.026 nel 2009. Il lavoro degli stranieri rimane comunque un elemento strutturale del sistema produttivo locale con un’incidenza sul totale pari al 27,6%, in leggera crescita rispetto al 2008. Nel 2009, per il primo anno, il numero degli avviamenti che riguarda le lavoratrici straniere supera quello dei lavoratori maschi. Nello specifico, è il numero degli inserimenti lavorativi delle lavoratrici rumene ad essere consistente e a rappresentare quasi metà di tutti gli avviamenti della componente femminile dei lavoratori stranieri. E’ chiaramente il lavoro di cura e assistenza anziani a determinare sia la prevalenza del lavoro femminile, sia la composizione etnica dell’insieme degli avviamenti.


IL MERCATO DEL LAVORO PROVINCIALE
Il trend negativo del 2009 sembra persistere anche nei primi mesi del 2010, pur in presenza di segnali di ripresa economica. Nel primo trimestre 2010 il tasso di disoccupazione a livello nazionale sale al 9,1% (7,9% nel primo trimestre 2009). Il valore rilevato per la regione dell’Umbria è pari al 7,5%, a fronte del 6% rilevato nel primo trimestre del 2009. Sul fronte dei dati dei Centri per l’impiego, continua a crescere il numero degli iscritti disponibili allo svolgimento di un’attività lavorativa. Il dato rilevato al 31 marzo 2010 è di 22.792 unità (22.073 al 31 dicembre 2009), di cui 14.078 femmine e 8.714 maschi. Anche per le iscrizioni nelle liste di mobilità si rileva nel primo trimestre di quest’anno una crescita rispetto allo stesso periodo del 2009, pari all’8%. Aumentano le iscrizioni relative alla mobilità non indennizzata (285 nel primo trimestre 2010 a fronte di 187 nello stesso periodo 2009), mentre diminuiscono quelle che riguardano la mobilità indennizzata (75 nel primo trimestre 2010 rispetto ai 100 dello stesso periodo 2009). Rimane invece sostanzialmente stabile il numero delle assunzioni effettuate nel primo trimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Nel 1° trimestre 2010 le assunzioni effettuate sono 6.696, a fronte di 6.925 del 2009. Il minor numero degli avviamenti nel trimestre di quest’anno è legato al venir meno dell’obbligo da parte delle famiglie di comunicare ai Centri per l’Impiego (tramite il SARE) l’assunzione del personale di assistenza anziani. Tale adempimento è stato sostituito da una comunicazione all’Inps.
Gli ammortizzatori sociali in deroga – Per quanto riguarda la gestione della cassa integrazione e della mobilità in deroga, al 15 luglio 2010 le domande autorizzate che interessano aziende operanti nel territorio provinciale di Terni sono complessivamente 175 e coinvolgono 1516 lavoratori. Il Centro per l’impiego di Terni alla data odierna ha già promosso politiche del lavoro a circa 175 lavoratori al fine di rendere loro possibile la prevista integrazione al reddito. I servizi resi ai cassintergrati e alle aziende vengono erogati attraverso colloqui individuali o di gruppo di orientamento per i lavoratori cosiddetti “sotto-soglia” (ossia in cassa integrazione per meno di 60 ore lavorative mensili), mentre per i lavoratori “sopra-soglia” (oltre le 60 ore) sono previsti percorsi formativi a cura delle agenzie aggiudicatarie delle gare previste con bando regionale. Secondo le attuali previsioni delle aziende in crisi della provincia, i Centri per l’Impiego dovranno dunque gestire circa il 40% dei lavoratori e delle aziende autorizzate. La percentuale di ammortizzatori sociali autorizzati in provincia di Terni rispetto alla regione pesa per il 17,9% (Perugia 82,1%), ciò a causa della differenza dei tessuti produttivi provinciali che vedono la presenza nel ternano di un alto numero di grandi imprese e multinazionali che già hanno utilizzato nel 2009 in modo consistente la cassa integrazione ordinaria (+ 400% solo nel 2009).
Per quanto riguarda il totale dei cassintegrati in deroga in provincia di Terni il 64,1% sono uomini e il 35,9% donne. I due principali settori colpiti dalla crisi sono quelli dei servizi alle imprese (35,3%) e della metalmeccanica (26,4%), seguiti dal tessile-abbigliamento (9,5%) e dall’edilizia (8,1%).
L’occupazione femminile - Nel 2009 le donne iscritte ai Centri per l’Impiego della Provincia di Terni sono 13.790 e rappresentano il 62,5% degli iscritti totali. Oltre il 70% ha più di 30 anni, circa la metà è diplomata o laureata. Il tasso di occupazione mantiene costantemente nell’intero periodo di quattro anni una posizione intermedia fra il dato regionale e quello nazionale, meglio della media italiana ma comunque al disotto della media dell’Umbria. Mentre per gli uomini l’andamento nel tempo tende alla crescita, raggiungendo nel 2009 il 71,5%, per le donne cresce dal 2006 al 2008 per poi decrescere nel 2009 ed arrivare ad un valore del 49,1%, che è inferiore a quello del 2006 (50,3%). Il tasso di disoccupazione decresce fino al 2008 arrivando al 6,5 % per poi salire bruscamente nel 2009 a livelli superiori a quelli del 2006 passando al 10,6% e superando come nel 2007 la media nazionale pari al 9,3%.
7/8/2010 ore 0:05
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