25/05/2020 ore 08:47
Commercio: la giunta regionale definisce indirizzi e criteri per l'insediamento di ristoranti e bar
Il commercio non è solo negozi, ma anche altre multiformi attività, tra cui di grande rilievo è la somministrazione di alimenti e di bevande, ossia il settore dei bar e ristoranti. “È un ambito importantissimo in Umbria - sottolinea l’assessore regionale al Commercio Fabrizio Bracco - perché con le nostre tradizioni enogastronomiche rappresenta un elemento di attrazione turistica, di animazione dei centri storici e del territorio diffuso, nonché un elemento della qualità del vivere sociale”. Dopo la prima evoluzione a seguito della legge sui centri storici, anche in questo ambito viene applicata la nuova normativa europea. L’insediamento di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande dovrà essere autorizzato dai Comuni valutando le caratteristiche del proprio territorio, con l’obiettivo di innovare e qualificare ulteriormente il settore. È quanto prevede l’atto approvato in via preliminare dalla Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore Bracco, che definisce gli indirizzi e i criteri che dovranno essere adottati dai Comuni negli atti di programmazione in materia di somministrazione di alimenti e bevande. Si tratta di garantire sia l’interesse della collettività e dei consumatori ad avere un servizio adeguato sia il diritto dell’imprenditore al libero esercizio dell’attività. “All’apertura di nuove strutture – sottolinea l’assessore – possono essere introdotti divieti o limitazioni solo nei casi in cui motivi di sostenibilità ambientale, sociale e di viabilità comportino che questo incida negativamente sul controllo del territorio e leda il diritto dei residenti alla vivibilità”. “Il diritto delle imprese ad insediarsi – aggiunge Bracco-, come stabilito dalla direttiva europea sui servizi nel mercato interno recepita dalla legge regionale, non può essere limitato da criteri relativi ad equilibri commerciali o fondati sulla prova dell’esistenza di un bisogno economico o di una domanda di mercato, sulla presenza di altri esercizi e l’entità della vendita di alimenti e bevande. Resta ferma, invece, la finalità della tutela e della salvaguardia delle zone di pregio artistico, storico, architettonico e ambientale”. Il provvedimento opera una riclassificazione degli esercizi, stabilisce che i Comuni possono individuare le aree “sature”, quelle nei centri abitati in cui interdire specifiche attività di somministrazione a tutela della quiete, o in cui vietare o sottoporre le attività per motivi di ordine pubblico.
I Comuni possono, inoltre, subordinare l’insediamento di esercizi di maggiore dimensione nelle aree a rischio di congestione di traffico a una valutazione di impatto viario e di mobilità e prevedere limiti di distanza da rispettare o obblighi di insonorizzazione per esercizi nei pressi di ospedali, case di cura e riposo, scuole, chiese e luoghi di culto. Particolare attenzione è dedicata agli interventi volti ad accrescere la qualità del servizio offerto ai consumatori e ai turisti. Negli atti di programmazione, i Comuni possono prevedere una dotazione minima di parcheggi e la presenza di accessi privi di barriere architettoniche ad almeno parte dei locali, oltre che di servizi igienici adeguati di cui almeno uno per persone diversamente abili: un aspetto di grande civiltà dove bisogna promuovere una effettiva applicazione delle regole. A questi due requisiti qualitativi, entro cinque anni dall’entrata in vigore del provvedimento comunale, dovranno attenersi anche ristoranti e bar già in attività, per i quali non sono previsti altri obblighi di adeguamento. Con una norma transitoria, la Giunta regionale stabilisce inoltre che, in attesa che i Comuni approvino i loro criteri e requisiti qualitativi per l’insediamento di pubblici esercizi, le autorizzazioni possano essere rilasciate solo se hanno a disposizione un parcheggio adeguato e se è garantita l’accessibilità dei locali e la loro piena fruibilità da parte di persone diversamente abili. Sul provvedimento si apre la fase di concertazione con Enti locali, organizzazioni imprenditoriali, associazioni dei consumatori, sindacati, al termine della quale criteri e requisiti qualitativi verranno adottati definitivamente dalla Giunta regionale.
23/7/2010 ore 0:40
Torna su