26/09/2020 ore 20:00
Terni: Melasecche condanna la decisione del Comune di far pagare a residenti ed operatori commerciali "l'imposta sui permessi Ztl"
“Un'imposta ideologica ed odiosa”. Definisce in questo modo, consigliere comunale Enrico Melasecche (Udc), la decisione del Comune di far pagare ai possessori di permessi per la Ztl una sorta di tassa. “Per coprire il buco di bilancio – scrive Melasecche in una nota – non è bastato al Comune di Terni svendere scuole (Piediluco), terreni (Cospea) ed il mercato coperto, il luogo dedicato al risparmio dei cittadini, ma si è deciso di introdurre un altro balzello a carico delle famiglie che abitano in centro. Che abbiano o meno una casa non importa, che paghino o meno un affitto più alto della media non importa, che abbiano un Suv potentissimo, ingombrante ed inquinante o una Panda di seconda mano non importa. L’imposta sui permessi va a finire anche sul groppone di artigiani e commercianti che sono evidentemente obbligati a lavorare anche in centro per aggiustare una caldaia, recapitare la spesa o altro. Il Comune ha deciso di dividere la città in due categorie: chi sta nel ghetto e chi sta fuori. Ma la cosa più incredibile è che il sistema costosissimo dei varchi elettronici, appaltato senza gara al Centro Multimediale (per truccare un bilancio diversamente in rosso), li deve pagare solo quella parte della città che sta al di qua del muro. Bersani, se sapesse, inorridirebbe. Il centro storico – osserva Melasecche -, è già al collasso ma dai prossimi mesi sarà ancor peggio. Se il Comune aumenta i balzelli molti altri se ne andranno, abbandoneranno abitazioni, uffici e negozi: la desertificazione già in atto produrrà effetti devastanti, inclusa la ‘cinesizzazione’. Ci ritroveremo entro breve non la Terni vivace, attrattiva e dal volto piacevole, ma aumenteranno i cartelli ‘Vendesi’ ed ‘Affittasi’. Aumenterà la girandola di negozi in mano a truffatori che aprono e chiudono nel breve volgere di pochi mesi. La fuga dal centro è in questo modo garantita favorendo i nuovi centri commerciali, alcuni dei quali creati molto sapientemente. Perché si da ancora una volta addosso a coloro che subiscono quotidianamente l’impossibilità di trovare un parcheggio o coloro che per lavorare debbono pagare non solo il terzo ma anche il secondo ed il primo permesso? Invece di obbligare le società partecipate a produrre utili veri e non gravare su un sistema che non regge più, si preferisce allungare le mani nelle tasche dei ternani già vessati. E’ questa la politica di equità promessa da Di Girolamo? Sono queste le premesse per valorizzare il centro storico? Ma se la gente pronunciasse un 'No' forte e deciso? Per pagare c’è tempo fino al 31 dicembre. Stiamo valutando i presupposti legali, secondo noi sono tutt’altro che certi, ed attiveremo in tempi brevi un processo di sensibilizzazione cittadina fino a giungere, se sarà necessario, alla disobbedienza civile”.
8/7/2010 ore 0:45
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