24/09/2020 ore 06:07
C'è anche una imprenditrice ternana tra i nove arrestati di Massa per appalti pilotati
Appalti pilotati per opere all’interno del carcere di Massa e in nove sono finiti in manette, nell’ambito dell’operazione «Do ut des»: sono imprenditori e funzionari pubblici. Tra questi c’è il direttore del carcere, Salvatore Iodice, per lunghi anni direttore del carcere della Spezia. Gli arresti sono stati effettuati dal nucleo investigativo centrale di polizia penitenziaria e dalla squadra mobile di Massa. Iodice, assieme al suo contabile Salvatore Cantore e ad altri tre funzionari pubblici Carlo Bernardini, Stefano Tendola e Antonio Riccardi, tutti rappresentati dell’ufficio ministeriale dei trasporti e delle infrastrutture per Marina di Carrara e Livorno, favorivano, secondo l’accusa, un ristretto numero di aziende private, che negli anni si erano accaparrate tutti i lavori, piccoli e grandi, nel penitenziario, per un giro di denaro di 12 milioni di euro. Arrestati anche gli imprenditori Prospero Santacroce, Morgana Martelli (44 anni di Terni ma residente da tempo a Viareggio dove lavora), ritenuta dagli inquirenti figura molto vicina al direttore Iodice, Massimo Antonelli e Mario Cesare Rotella, unico ai domiciliari nella sua casa di Santo Stefano (La Spezia). In cambio dell’assegnazione dei lavori, per lo più mascherati da somma urgenza per evitare gare di appalto, e che in alcuni casi non sono neppure stati compiuti, gli imprenditori «ringraziavano con mazzette, cene, regali e lavoretti di ristrutturazione nelle case private di chi li aveva facilitati», ha detto il procuratore Federicco Manotti. «Aveva creato una sorta di piccola cricca», ha sottolineato il magistrato facendo un paragone con le inchieste legate ai Grandi Eventi e al G8. Tra i reati contestati (46 capi di accusa) la corruzione, la turbativa d’asta, la truffa aggravata, la concussione, l’abuso di atti d’ufficio e il peculato. Le indagini sono partite nella primavera del 2009, da una segnalazione interna al carcere; la prima intercettazione è stata ambientale, ricavata da una conversazione privata nell’ufficio di Iodice; a questa è susseguito un fitto utilizzo di intercettazioni telefoniche; gli inquirenti hanno analizzato le gare di appalto riguardanti il carcere di Massa a partire dal 2005. Nell’ambito dell’inchiesta il direttore del carcere Iodice è accusato anche di truffa e peculato: pare che fosse solito timbrare il cartellino e recarsi invece in piscina o a compiere altre faccende private; anche l’utilizzo dell’auto blu per viaggi non istituzionali è una delle possibili accuse che gli inquirenti stanno valutando contro Iodice. Direttore del carcere di Massa dal 2002, Salvatore Iodice aveva improntato la sua gestione sul reinserimento del detenuti in società; aveva aperto le porte del carcere a personaggi del mondo del pallone e dello spettacolo; organizzato partite di beneficenza e incontri culturali con personalità come Marcello Lippi, Luciano Spalletti, Gabriele Lavia, Eugenio Bennato; aveva ideato la «Galeotta» unica squadra di calcio in Italia formata da detenuti in semilibertà e forze dell’ordine. Sui risultati dell’inchiesta sono intervenuti a vario titolo rappresentanti della politica locale e del sindacato: il sindaco di Massa Roberto Pucci si è detto incredulo alla notizia dell’arresto di Iodice; il Sappe ha espresso piena fiducia nella magistratura e nei colleghi del Nic che hanno dovuto fare pulizia «in casa propria».
(Fonte Il Secolo XIX.it)

7/7/2010 ore 14:06
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