15/11/2019 ore 13:21
I vini dell'Umbria sbarcano a S.Pietroburgo e Mosca grazie lla manifestazione “Vinitaly Tour”
Il vino umbro? È l’anima e l’espressione del territorio, e rappresenta, con l’olio ed i prodotti tipici, la punta di eccellenza dell’agricoltura umbra. Lo ha detto l’assessore all’agricoltura della Regione Umbria Fernanda Cecchini, presentando a San Pietroburgo e a Mosca, in occasione del “Vinitaly Tour” (il principale e consolidato di promozione commerciale della produzione vitivinicola italiana, 9 tappe che toccano tutto il mondo nell’arco dell’anno, coinvolgendo operatori, chef, sommelier, stampa specializzata, “opinion leaders” in seminari e degustazioni guidate) i produttori vitivinicoli umbri presenti all’evento ed una degustazione dei loro prodotti. “Il vino umbro – ha affermato l’assessore Cecchini – è in Umbria un comparto in costante crescita, soprattutto qualitativa. Ne sono una prova i nove ‘Tre Bicchieri’ (due in più dell’anno scorso), assegnati dalla “Guida dei Vini d’Italia 2010” del ‘Gambero Rosso’ ad altrettanti vini e produttori umbri, gli importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali, il successo dei vini umbri anche al ‘Vinitaly’ di quest’anno ed il crescente favore che essi incontrano nei consumatori: consumatori – ha sottolineato l’assessore - che vedono nel bicchiere un concentrato, una sorta di quintessenza del territorio e delle sue molteplici eccellenze, dal paesaggio alla cultura, dalle possibilità offerte al tempo libero alla gastronomia di qualità. Il vino umbro – ha aggiunto Fernanda Cecchini - è un sogno ed un ricordo che si porta a casa in bottiglia, perché, Sagrantino o Grechetto o Ciliegiolo o Sangiovese o Trebbiano o Aleatico o Gamay che siano, i vini umbri delle zone ‘doc’ e ‘docg’ racchiudono il territorio, esaltandone le qualità legate alla natura ed al lavoro umano”. “Il vino umbro – ha aggiunto l’assessore Cecchini, indirettamente precisando i termini di alcune sue recenti dichiarazioni – è buono e, come confermato da numerosi studi, fa anche bene alla salute, se bevuto in modo ‘consapevole’. Lo stesso vale per la gastronomia, perché la regola del gusto è la moderazione, cercare (piuttosto che la quantità) quell’intensità che soltanto la qualità sa dare. Poi – ha scherzato -, chi proprio non può farne a meno può anche fumarci sopra una sigaretta o un sigaro: sarebbe, per carità, meglio di no, ma, dovendo scegliere il male minore, allora è meglio che si faccia con tabacchi di qualità, come sono quelli umbri”.
17/6/2010 ore 20:13
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