22/11/2019 ore 16:40
Emergenza sangue: l'Umbria è quasi autosufficiente ma le donazioni non bastano mai, l'appello delle istituzioni
“l’Umbria è quasi vicina all’autosufficienza di sangue, ma aumentano anche le richieste delle strutture ospedaliere per la crescita qualitativa delle prestazioni ad alta specialità erogate e ognuno di noi deve sentirsi chiamato a compiere un atto di civiltà e generosità”. In occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue, proclamata per oggi dall’Organizzazione mondiale della Sanità, l’assessore regionale alla Tutela della salute Vincenzo Riommi, insieme al presidente regionale dell’Avis Giovanni Magara, ha rivolto un appello agli umbri affinché cresca ulteriormente il numero dei donatori periodici. Nel 2009, ha ricordato a questo proposito il presidente dell’Avis, in Umbria si è registrato un aumento del 4,31 per cento dei donatori e del 4,42 delle donazioni, inferiore all’obiettivo fissato nel 5 per cento. L’Avis, che copre quasi il 90 per cento (89,56 per cento) dell’intera raccolta di sangue effettuata dai Servizi Immunotrasfusionali, nei primi cinque mesi di quest’anno ha riscontrato un incremento costante nelle donazioni del 4,76 per cento rispetto allo stesso periodo dello stesso anno. “Ci vuole un grande gioco di squadra – ha sottolineato l’assessore Riommi, richiamandosi allo slogan di una delle campagne promozionali dell’Avis - Grazie all’impegno dell’Avis e delle altre associazioni, l’Umbria – ha proseguito - è ai primi posti in Italia nel rapporto tra donazioni e popolazione, con un 4,47 per cento a fronte del 3,35 a livello nazionale. Un risultato che dobbiamo impegnarci tutti a migliorare – ha detto ancora - perseguendo gli obiettivi che ha fissato il primo Piano regionale Sangue 2009-2011, a cominciare dal raggiungimento dell’autosufficienza regionale con donatori periodici e allo sviluppo e integrazione della rete delle strutture trasfusionali con la riorganizzazione delle funzioni trasfusionali nell’ambito del sistema sangue regionale”. “Occorre incrementare il numero delle donazioni soprattutto nelle periferie delle città, dove si riscontra meno sensibilità – ha detto ancora l’assessore Riommi – favorendo il più possibile l’accesso con punti di prelievo, senza abbassare il livello di qualità delle strutture”. “La sicurezza trasfusionale dell’Umbria è garantita – ha detto il presidente dell’Avis Magara – sia dal rispetto degli standard fissati dall’Istituto superiore di sanità sia dai controlli ulteriori che vengono effettuati e si sta procedendo all’accreditamento regionale dei Servizi immunostrasfusionali e delle unità di raccolta, tra gli obiettivi del Piano sangue”.
“Sul Piano – ha aggiunto Magara – inizieremo un monitoraggio, certi che la Regione e i vertici delle Aziende ospedaliere e sanitarie si impegneranno per la migliore attuazione delle azioni previste e per il conseguimento dei suoi obiettivi, in particolare a una rete di servizi che risponda ai requisiti di qualità ed efficienza e consenta di arrivare alla massima raccolta possibile”.Entro il 31 dicembre di ogni anno, stabilisce il Piano Sangue, di concerto con le associazioni verrà elaborato un piano di produzione regionale sangue ed emoderivati “in base al fabbisogno stimato, alla produzione massima stimata e alle cessioni intra ed interregionali”. "Il sangue è un bene insostituibile – ha detto il presidente dell’Avis umbra - invitiamo tutti a diventare donatori periodici, in particolar modo nella stagione estiva, ricordando che si tratta anche di un progetto di salute, poiché chi dona è sottoposto a controlli periodici”.
16/6/2010 ore 0:20
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