14/11/2019 ore 10:29
I lupi sul monte Peglia ci sono, ma sono pochi e non destano preoccupazione
L’assessorato alle Politiche faunistiche in coordinamento con l’Osservatorio faunistico regionale, sta eseguendo da tempo il monitoraggio sulla presenza della specie lupo nella zona del Peglia. A seguito degli accertamenti effettuati la Provincia ha accertato la presenza solo di pochi esemplari e certamente in numero considerevolmente ridotto rispetto a quanto emerso dalle cronache dei giorni scorsi anche a seguito degli attacchi portati ad alcuni animali domestici, in particolare ovini. Il fenomeno registrato nell’area del Peglia è pienamente riconducibile all’interno della situazione italiana dove la densità di lupi è al massimo di 3-4 esemplari per porzioni di territorio comprese fra i 150 e 200 kmq di estensione. Risulta quindi estremamente difficile ipotizzare branchi maggiormente numerosi come invece era stato precedentemente sostenuto per la zona del Monte Peglia. In quest’area inoltre, come del resto anche in altre, si è di fronte ad una ricolonizzazione spontanea della specie che non è legata d attività specifiche dell’uomo, ma a condizioni assolutamente naturali e riconducibili alle caratteristiche di questa tipologia di animali. Data l’elevata mobilità della specie inoltre si può avere la sensazione di una presenza molto diffusa quando in realtà è lo stesso branco che si sposta velocemente da un territorio all’altro del suo home range. Considerato che nella dieta di questo predatore la componente rappresentata dai cinghiali oscilla tra il 60 ed il 90%, come confermato anche dalle analisi eseguite dall’Osservatorio faunistico regionale, il notevole impatto rilevato sulle popolazioni di bestiame sicuramente non è dovuto ad una diminuzione dell’offerta alimentare. Pur avendo evidenziato nell’ultimo anno una leggera flessione, le popolazioni di cinghiale presenti nei territori umbri godono sempre di una consistenza numerica tale da supportare abbondantemente tutti i branchi di lupi oggi presenti in Umbria. La ricomparsa della specie lupo dopo molto tempo di assenza dal nostro territorio può quindi rappresenta sicuramente un potenziale predatore per il bestiame domestico allevato. Il problema può essere tuttavia superato con l’assunzione di idonee misure preventive da parte degli allevatori. Un efficiente sistema di tutele consente infatti di portare all’azzeramento del rischio. L’amministrazione provinciale mantiene sempre alto il livello di attenzione sul fenomeno ed ha supportato gli allevatori attraverso un progetto comunitario che ha consentito di dotare gli operatori del settore interessati di cani da guardia e idonei sistemi di recinzione.
23/9/2010 ore 13:24
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