19/10/2019 ore 19:19
La Guardia di Finanza scova imprenditori ternani che avevano trasferito ingenti somme in banche di San Marino
La Guardia di Finanza di Terni ha accertato l’esistenza di due società simulate a San Marino che hanno consentito ad alcuni imprenditori di Terni e di Roma di portare all’estero circa 700mila euro, sottraendoli a tassazione in Italia. Sono stati inoltre trovati ulteriori 400mila euro in un conto bancario di San Marino intestato ad una persona di Terni. La frode all’Erario si è sviluppata secondo il meccanismo delle società "estero vestite"; si tratta in sostanza di società che vengono create e domiciliate in paesi a fiscalità privilegiata e che permettono, abusando di tali schemi societari, di trasferire capitali all’estero. Più nel dettaglio, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Terni, a seguito di una serie di perquisizioni che hanno riguardato società immobiliari, hanno rinvenuto documentazione sia contabile che non ufficiale che dimostrava la titolarità di società con sede a San Marino da parte di imprenditori italiani. Tali società infatti, inizialmente create da cittadini residenti a San Marino, venivano poi di fatto messe nella disponibilità di persone residenti o operanti a Terni e Roma. Durante ulteriori indagini veniva acquisita anche la contabilità delle società estero vestite e,attraverso una serie di riscontri (anche bancari) e controlli incrociati, le fiamme gialle riuscivano ad entrare in possesso di elementi per dimostrare che tutta una serie di fatture emesse dalle società sanmarinesi non erano supportate da alcuna prova circa la loro effettività. In conclusione veniva dimostrato che le società estere si sostanziavano semplicemente in un mero recapito e che erano gestite da imprenditori italiani al solo fine di trasferire disponibilità all’estero, evitando di pagare le imposte in Italia. Nel medesimo contesto i finanzieri hanno poi accertato che una persona di Terni aveva dal 2007 la disponibilità presso una banca di San Marino di oltre 400mila euro; di tali capitali non vi era traccia sulla dichiarazione dei redditi dell’interessato né tantomeno quest’ultimo ha dimostrato il loro rientro in Italia ovvero ha utilizzato le possibilità di regolarizzazione legate allo scudo fiscale. Sono quindi scattate le contestazioni da parte delle Fiamme Gialle per recuperare i relativi redditi alla tassazione prevista, integrate dalle sanzioni e relativi interessi. Gli interventi in questione sono solo i primi di una serie avviati dalla Guardia di Finanza della provincia di Terni che hanno per oggetto il trasferimento di capitali occulti all’estero con particolare riferimento, ma non solo, a San Marino, Lussemburgo, Svizzera.
I controlli, che si inquadrano anche in un piano di interventi coordinato dal comando generale del Corpo, si preannunciano particolarmente efficaci e consentiranno ingenti recuperi anche in provincia grazie al fatto che è in corso l’integrazione di oltre 30 database e l’incrocio dei dati con le informazioni raccolte sul territorio con metodi tradizionali che permettono di muoversi in maniera più puntuale e con percentuali di successo sempre più alte. In tal senso sono già in corso tra Terni e Orvieto verifiche sia a imprese che a persone fisiche che coinvolgono accertamenti anche presso banche, broker, intermediari e professionisti che fanno da collegamento con i paradisi fiscali.


7/6/2010 ore 15:59
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