03/12/2020 ore 20:28
Basell Terni: le istituzioni umbre unite e pronte ad assumere tutte le iniziative in difesa dello stabilimento
“Regione Umbria, Provincia e Comune di Terni, facendo seguito alla posizione di netta chiusura dell’azienda Lyondell Basell al tavolo ministeriale, ribadiscono la loro forte determinazione ad assumere ogni iniziativa finalizzata al mantenimento dell’impianto dello stabilimento di Terni e del ruolo del polo chimico ternano”. È quanto affermano, in una nota congiunta, il presidente della Regione, Catiuscia Marini, il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, e il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo. Marini, Polli e Di Girolamo “restano, quindi, fortemente impegnati affinché venga mantenuta l’attività produttiva nello stabilimento con la conseguente salvaguardia dei posti di lavoro”, e “ribadiscono che l’insieme delle istituzioni locali continuerà in uno spirito di forte unità, ad essere a fianco dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, nella consapevolezza di esprimere una posizione giusta e condivisa dalla società regionale e dall’insieme delle forze economiche e umbre”. “In un momento come quello attuale – proseguono - in cui il sistema produttivo regionale è sottoposto agli effetti negativi della crisi economica, Regione, Provincia e Comune di Terni non intendono in alcun modo consentire che la multinazionale Lyondell Basell assuma decisioni unilaterali che comprometterebbero i livelli occupazionali a Terni e in Umbria nonché lo stesso futuro industriale del polo chimico ternano che costituisce parte importante dell’industria chimica italiana”. “Per questi motivi, Regione, Provincia e Comune di Terni – affermano ancora Marini, Polli e Di Girolamo - hanno congiuntamente deciso di invitare i rappresentanti delle Regioni Emilia Romagna e Puglia e delle Province e dei Comuni di Ferrara e Brindisi a sostenere un’azione incisiva nei confronti della multinazionale. Le scelte che la Lyondell Basell intenderebbe compiere su Terni rappresentano, infatti, l’anticipazione negativa di una strategia che si potrebbe attuare anche negli altri impianti italiani di sua proprietà”. “Sosteniamo quindi con forza le decisioni delle organizzazioni sindacali e delle RSU, e insieme chiediamo un ulteriore significativo impegno dello stesso Governo affinché l’obiettivo della difesa dell’attività produttiva dello stabilimento di Terni e del settore chimico – concludono - sia posto al centro dell’iniziativa politica del governo nazionale”.
22/4/2010 ore 15:34
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