04/12/2020 ore 12:42
Terni: il consigliere Paparelli boccia le aperture domenicali dei negozi richiamandosi a motivazioni religiose
No alle aperture domenicali dei negozi. Stop, quindi, all’ordinanza sulle aperture degli esercizi commerciali domenicali o festive in deroga venga revocata. A chiederlo è il consigliere comunale del Pd Paolo Paparelli. “Il Governo, la Regione e l’amministrazione Comunale - dice Paparelli - dovrebbero prendere esempio dalle parole di monsignor Vincenzo Paglia, presidente della conferenza episcopale umbra ‘salvi i servizi essenziali che naturalmente non possono conoscere sospensione, tutto ciò che attiene alla sfera commerciale può e deve essere subordinato al diritto divino ed umano, al riposo domenicale’. Uno stop chiesto anche dai Vescovi umbri che non ha motivazioni solo religiose ma anche sociali alle quali richiamarsi per riscoprire lo stesso senso del vivere in collettività”. “Il 26 marzo scorso l’assessore al Commercio del Comune di Terni ha convocato un incontro di concertazione con tutte le parti sociali per la definizione del calendario annuale delle aperture e chiusure degli esercizi commerciali per l’anno 2010, applicando il massimo previsto dalla legge regionale n.15 del 16/02/2010, ovvero dieci domeniche o festività, nonché nella misura massima di ulteriori quattro per eventi di rilevanza cittadina o di quartiere, o festività del Santo patrono, sopprimendo anche la mezza giornata di chiusura obbligatoria degli esercizi commerciali”. “Questa ordinanza – continua Paparelli - è però da considerarsi illegittima, in quanto non rispettosa delle disposizioni di legge previste dal comma 3 dell’art. 112 che dispone che entro il 30 giugno la giunta regionale definisce previa concertazione procedure e modalità per la individuazione delle domeniche o festività. Da una attenta analisi della stessa legge, tra l’altro in vigore a fine febbraio, appare molto chiaro l’intento del legislatore che tali norme non potevano essere applicate per l’anno in corso, considerando che diversi comuni dell’Umbria avevano già disposto il calendario per l’anno 2010 prima dell’approvazione della legge 15/2010”. “Questo pasticcio va risolto tempestivamente poiché così come concepita l’ordinanza comunale emessa dall’assessore al commercio e sottoscritta dalle parti sociali, non può essere applicata per l’anno 2010, fatte salve le date delle 10 deroghe individuate, che comunque rientrano nei parametri previsti dalla vecchia normativa. Su questa vicenda – conclude il consigliere - presenterò un’interrogazione già nella prossima seduta del consiglio”.

19/4/2010 ore 0:50
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