23/01/2020 ore 07:07
La Finanza scopre un imprenditore ternano che per tre anni ha emesso fatture false per 2milioni e mezzo di euro
Due milioni e mezzo di euro. Questo il totale delle fatture false emesse in tre anni da una società gestita da un ternano di 68 anni. Sono stati gli agenti della Compagnia della Guardia di Finanza di Terni, nel corso di una serie di indagini nell’ambito di una vasta frode fiscale nel settore del commercio di autovetture, ad individuare una impresa organizzata sotto forma di Srl gestita dall'uomo. L'impresa dal 2004 al 2006 ha emesso fatture false per circa 2milioni e mezzo. Le Fiamme Gialle hanno accertato che la sede della società dichiarata a Roma dall’imprenditore ternano, era in realtà un mero indirizzo formale di comodo che coincideva con una abitazione e che, dalle indagini, non risultava avere nulla in comune con tale impresa. Veniva così appurato che la società non aveva mai avuto un assetto organizzativo sia in termini strutturali che finanziari non disponendo di una unità locale idonea né tantomeno di strumenti finanziari. L’impresa, inoltre, risultava priva di qualsiasi apparato contabile non avendo mai istituito i registri contabili né presentato dichiarazioni fiscali. In conclusione la Guardia di Finanza accertava che il 68enne non aveva mai realmente operato economicamente, limitandosi ad emettere fatture false a favore di imprese effettivamente esistenti che annotavano nelle proprie scritture i documenti fiscali fasulli emessi dal ternano, creandosi così costi fittizi per abbattere il proprio reddito imponibile. L'uomo riceveva in cambio esigui compensi. Ecco quindi che i finanzieri si sono trovati di fronte a quella che in termini tecnici viene definita una "cartiera": ovvero un soggetto economico inesistente che serve solo a produrre carta (fatture false) che vengono utilizzate da imprenditori interessati ad evadere il Fisco. Tant’è che le uniche carte che i finanzieri hanno trovato presso la impresa cartiera sono state le fatture false e l’iscrizione alla camera di commercio. Il meccanismo ha consentito a terzi anche una evasione di imposta sul valore aggiunto per oltre 700mila euro.
5/2/2010 ore 13:51
Torna su