21/11/2019 ore 20:29
Sanità: ternani in sovrappeso o obesi, lo dice la Asl 4 al termine di una indagine
Lente di ingrandimento sulla salute dei ternani. I dati sono stati diffusi dalla Asl 4 nel corso di un incontro al quale hanno preso parte oltre 250 medici di medicina generale, il direttore generale Vincenzo Panella e la direttrice sanitaria Flavia Pirola. Ha aperto i lavori l’epidemiologo orvietano Marco Cristofori che ha presentato i risultati di tre indagini condotte dall’Asl 4: Passi, che coinvolge ogni anno ben 400 cittadini del territorio provinciale, Passi d’Argento, di cui l’Umbria con mille interviste e l’Asl 4 con 250, sono capofila nazionale e Okkio alla salute, che ha riguardato 1050 bambini. Particolare attenzione è stata rivolta alla situazione nutrizionale. Il 45% della popolazione tra i 18 ed i 69 anni presenta un eccesso ponderale, è cioè in sovrappeso o obesa. L’Umbria si trova nella parte alta della classifica nazionale per questo tipo di patologia che interessa prevalentemente gli uomini compresi nella fascia di età 50/69 anni (58%) con un basso grado di istruzione (57,7%). Il secondo problema riguarda la percezione che hanno gli intervistati di questa patologia. L’84% del campione ritiene infatti - a torto – di alimentarsi in modo corretto. Il 37,1% dei cittadini in sovrappeso o obesa non pratica attività fisica o sportiva ed è sedentario mentre il 41% di questi ha ricevuto il consiglio, da parte del medico di medicina generale, di dedicarsi alla pratica sportiva. Il consiglio è stato recepito dal 66% del campione, un dato che testimonia inequivocabilmente la grande fiducia della popolazione verso i medici di famiglia e, quindi, la grande capacità del medico di influenzare lo stile di vita degli assistiti. I 2/3 della popolazione tra 18 e 69 anni consuma bevande alcoliche, il 15% di questi, soprattutto giovani, è un bevitore “a rischio”. L’abitudine al fumo di sigaretta, responsabile dell’insorgenza di numerose cardiologie cardiovascolari ed oncologiche, è piuttosto elevata nel territorio provinciale. Fumano soprattutto gli uomini ma è in aumento la percentuale delle fumatrici. Anche il fumo passivo risulta essere molto nocivo per l’organismo. Le cosiddetta legge Sirchia che prevede il divieto di fumare nei locali pubblici ha dato risultati confortanti anche se la scarsità di controlli sta determinando una minore attenzione nel rispetto di questa normativa. Come nel resto d’Italia, la prevalenza (diffusione nella popolazione) di rischi cardiovascolari, quindi ipertensione (20%) e ipercolesterolemia (eccesso di colesterolo nel sangue, 26%) è piuttosto elevata tanto che le malattie cardiovascolari sono nel Paese, con il 44% dei decessi, la prima causa di morte. Molta attenzione è stata rivolta alle campagne di prevenzione individuale e all’adesione della popolazione ai programmi di screening. Gli esiti di questa indagine sono molto positivi; nel panorama nazionale l’Umbria e Terni si confermano tra i territori più virtuosi sul versante della prevenzione. Per la mammografia l’adesione supera l’84%, per il pap test si raggiunge quota 86% mentre per il recentissimo programma di screening al colon retto la percentuale si attesta al 32%, più alta rispetto alle altre regioni ma certamente migliorabile. Il problema della depressione riguarda il 7,3% della popolazione tra 18 e 69 anni. Le più colpite sono le donne, oltre il doppio rispetto agli uomini. Nei bilanci di salute dei pediatri risulta che un bambino su tre è in sovrappeso o obeso (l’indagine ha preso in esame i bambini che frequentano le scuole elementari). Negli ultimi venti anni l’aumento, in termini percentuali, dell’obesità nei bambini è impressionante: +200%. La stragrande maggioranza dei bambini in sovrappeso non fa né la prima colazione né attività fisica. Anche in questo caso i consigli del medico di medicina generale e del pediatra hanno un impatto forte per modificare i comportamenti a rischio. Un capitolo a parte è stato dedicato all’allattamento materno. L’Umbria è tra le poche regioni a disporre di dati che riguardano l’allattamento al seno, dati molto importanti visto che l'allattamento materno risulta il modo ottimale per nutrire e accudire il figlio nel periodo iniziale di vita. L'Oms raccomanda l'allattamento materno esclusivo per almeno i primi sei mesi di vita del bambino, mantenendo il latte materno come alimento principale fino al primo anno di vita pur introducendo gradualmente cibi complementari. Suggerisce inoltre di proseguire l'allattamento fino ai due anni e oltre, se il bambino si dimostra interessato e la mamma lo desidera. Molto approfondita anche la relazione della direttrice sanitaria dell’Asl 4 di Terni Flavia Pirola che è partita da un’analisi delle risposte assistenziali per quattro patologie ad alto impatto sociale: lo scompenso cardiaco, il diabete, la polmonite e la Bcpo, broncopatia cronica ostruttiva. Ne è emerso che alla Asl 4 il ricorso al ricovero ospedaliero per la cura di queste patologie è più alto rispetto alle altre Aziende Sanitarie dell’Umbria e che quindi è necessario invertire questa tendenza abbattendo il tasso di ospedalizzazione o offrendo risposte extraospedaliere più efficaci. Intervenire in questo senso significa risparmiare risorse ma soprattutto migliorare la qualità della risposta assistenziale. Anche il tasso di ricovero per patologie psichiatriche è leggermente superiore alla media regionale, come l’utilizzo di antidepressivi. Indagare e confrontarsi con i medici di medicina generale e con i professionisti della salute sulle cause di questa tendenza, partendo dai bisogni della popolazione e dalla prevalenza di alcune patologie nella popolazione, diventa quindi fondamentale per migliorare gli indici aziendali, evitare un consumo improprio delle prestazioni ospedaliere o una eventuale iperprescrizione di farmaci. Per quanto riguarda la spesa farmaceutica, l’Asl 4 risulta l’azienda più virtuosa in Umbria sul versante del risparmio (-1,07%). E’ un primo segnale significativo considerato che tradizionalmente il territorio provinciale di Terni presenta una spesa farmaceutica superiore rispetto al resto della regione, quantificabile in 194 euro ogni cittadino contro i 180 euro della media regionale. L’indicazione della direzione dell’Azienda Sanitaria Locale è quella di aumentare la diffusione e l’utilizzo di farmaci equivalenti (meglio noti come farmaci generici) per contenere i costi garantendo nel contempo la qualità e l’efficacia del servizio all’utenza.
(Foto di repertorio)
28/1/2010 ore 0:37
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