17/07/2019 ore 21:29
Droga: calano in Umbria i morti per overdose, la soddisfazione dell'assessore alle Politiche Sociali, Damiano Stufara
Calo della mortalità per overdose e l’avvio sul territorio umbro di un progetto nazionale che ha come obiettivo la sperimentazione e la valutazione di una strategia finalizzata alla riduzione del danno connesso all’uso di sostanze psicoattive. Sono due dei risultati positivi raggiunti dalla Regione Umbria sul fronte della prevenzione dei decessi per overdose. I dati del rapporto sulla mortalità droga correlata in Umbria e i contenuti del progetto nazionale frutto di una collaborazione con il Dpa (Dipartimento Politiche Antidroga) sono stati illustrati dall’assessore regionale alle politiche sociali, Damiano Stufara. Erano presenti all'incontro anche il direttore dell’Asl4, a cui è affidata la gestione operativa dell’iniziativa, Vincenzo Panella e Angela Bravi della Direzione alla sanità e servizi sociali della Regione Umbria. “Si tratta - ha detto Stufara - di un programma di pianificazione nazionale di cui l’Umbria è capofila e che ha come scopo la sperimentazione e la valutazione delle azioni riconducibili alla strategia di riduzione del danno connesso all’uso di sostanze stupefacenti. Sulla base delle indicazioni internazionali e delle evidenze scientifiche disponibili, e a seguito dell’analisi della situazione regionale specifica, in Umbria è stato attivato un piano generale di intervento di carattere pragmatico, che si è posto quale priorità assoluta la salvaguardia della vita delle persone a rischio di overdose. Infatti – ha aggiunto l’assessore – nel 2009 sono stati registrati 18 casi di morte per overdose, il dato più basso degli ultimi quindici anni, con una diminuzione del 33% rispetto all’anno precedente e il dimezzamento del numero di decessi nell’ultimo biennio, che passano dai 35 del 2007 ai 18 del 2009”. Il risultato premia il lavoro della Regione che nel 2006 ha attivato il piano dal titolo “Linee di indirizzo per la prevenzione dei decessi per overdose”, potenziato nel corso del 2008 anche grazie ad un progetto nazionale finanziato dal Ministero della Solidarietà sociale e tuttora in atto. “A fine 2009, anche alla luce dell’esperienza maturata in ambito regionale – ha detto l’assessore Stufara - il Dipartimento Politiche Antidroga ha individuato la Regione Umbria quale Ente affidatario di un progetto nazionale affidato alla Azienda USL n.4 per la gestione dell’operatività e delle funzioni amministrative. Il 23 dicembre 2009, il progetto è stato approvato dalla Giunta regionale ed è stato siglato un Accordo di collaborazione tra Dpa, Regione Umbria ed Azienda USL n. 4 per la sua realizzazione”. Il progetto si pone obiettivi di ricerca, sperimentazione e valutazione riguardo l’insieme di azioni riconducibili alla strategia di riduzione del danno connesso all’uso di sostanze psicoattive, che costituisce, secondo gli orientamenti europei, un pilastro fondamentale nell’azione complessiva di prevenzione e contrasto delle problematiche droga correlate. “La riduzione dei rischi e dei danni – ha precisato Stufara - può essere infatti configurata in termini di intervento di tutela della salute, individuale e collettiva, e prevede azioni e misure principalmente finalizzate alla prevenzione delle morti e delle patologie droga-correlate, ma anche alla prevenzione delle situazioni nelle quali le fragilità sociali ed i processi di stigmatizzazione passati e presenti possano condurre ad esiti ancor più rischiosi ed emarginanti”. Rientrano in questa area di intervento molteplici attività e servizi, quali le unità di strada, i centri a bassa soglia (drop in) e tutti i programmi volti al contatto precoce, le misure di distribuzione e scambio di siringhe, farmaci salvavita, presidi sanitari, training per l’acquisizione di abilità preventive e di primo soccorso, sistemi di allerta precoce riguardo le sostanze circolanti sul mercato illegale, programmi per la riduzione degli incidenti correlati all’uso di sostanze psicoattive. “Questo tipo di politiche rivolte ai problemi droga-correlati, attivato in Umbria come in altre regioni italiane ormai da molti anni - ha detto Stufara, è stato sinora contrastato, sulla base di posizioni ideologiche e moralistiche, dall’attuale Governo. La progettazione attivata, pertanto, appare come un positivo riconoscimento della validità ed efficacia di tali strategie, peraltro comprovate da tempo da evidenze scientifiche e studi di livello internazionale. Il fatto che il governo nazionale di centro destra, sicuramente il più proibizionista della storia della Repubblica, riconsideri l’efficacia della riduzione del danno dando all’Umbria un ruolo preminente su scala nazionale è un indubbio risultato politico. Questo ci indica la validità di una strategia di lavoro integrato che ha dato primi, importantissimi risultati e che va ora potenziata ulteriormente”.
“Fra gli obiettivi del progetto denominato di prevenzione per le patologie correlate - ha detto Vincenzo Panella - c’è anche quello di contenere i danni sanitari legati all’assunzione di sostanze stupefacenti. Andremo ad operare una ricognizione nell’ambito dei Sert per meglio definire l’entità e la tipologia delle politiche di riduzione del danno attuate a livello territoriale”. Verrà inoltre condotta una indagine epidemiologica sulle principali patologie che interessano i tossicodipendenti e si sperimenterà l’efficacia degli interventi fin qui realizzati. “Abbiamo aderito con convinzione a questo progetto - ha aggiunto il Direttore della Asln.4 - perché ci consente di cogliere un momento di cambiamento particolare di questo settore, sia legato alla tipologia degli assuntori che delle sostanze utilizzate”. Nella realizzazione del progetto saranno coinvolte le organizzazioni del privato sociale, in particolare il “Cnca”(Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), che ha sviluppato una lunga e valida esperienza nel campo sia a livello nazionale che regionale. Il progetto prevede la durata di un anno ed un finanziamento di 205mila500 euro. E’prevista la possibilità di un prolungamento, in base a successivi accordi, fino a tre anni (con relativo rifinanziamento), anche in base ai risultati che saranno raggiunti con il primo anno di attività.
La mortalità per overdose in Italia dal 1996 ha registrato una significativa diminuzione. In Umbria nello stesso periodo di tempo - ha detto Angela Bravi nell’illustrare il Rapporto - il fenomeno si è mantenuto costante, con una media intorno ai 25 casi l’anno. La tendenza nel 2008 si è invertita, con una consistente diminuzione dei casi di morte registrati nella Provincia di Perugia (22 rispetto ai 32 rilevati nel 2007), confermata ed accentuata nel corso del 2009 con 18 casi. Diminuzione parallela all’implementazione di un piano di azione di iniziativa regionale.
All’interno del territorio regionale, si evidenzia un andamento eterogeneo nelle due provincie: negli anni la mortalità per overdose è sempre stata più elevata a Perugia rispetto a Terni, tuttavia proprio a Perugia si registra una diminuzione significativa (8 casi in meno rispetto al 2008), mentre il dato di Terni rimane pressoché costante con un solo caso in meno. Per quanto riguarda le caratteristiche dei deceduti - ha proseguito Bravi - si evidenzia che la mortalità interessa prevalentemente la popolazione maschile. Nel 2009 infatti il 94,4 per cento dei morti erano uomini, un dato che trova corrispondenza nella maggiore diffusione del consumo di stupefacenti tra gli uomini piuttosto che tra le donne. Le fasce di età più colpite variano negli anni nel 2009 sono interessate sono quelle di più di 40 anni con il 44,4 per cento e quella tra i 25 e i 29 anni con il 33,3 per cento. La morte per overdose più frequentemente è stata provocata dall’eroina (77% cento del totale), mentre non sono stati segnalati casi di mortalità per overdose che abbiano avuto come sostanza primaria la cocaina. Le persone decedute per overdose sono nella maggior parte di nazionalità italiana e residenti prevalentemente in Umbria e più della metà dei casi segnalati dalla Medicina Legale di Perugia è stata trovata senza vita nella propria abitazione(8), per strada (4) e in auto (1) sono gli altri luoghi di ritrovamento più frequenti. Nel 2009 inoltre, si ha una diminuzione degli interventi di emergenza rispetto agli anni precedenti.
19/1/2010 ore 0:05
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