21/11/2019 ore 19:11
La Regione dell'Umbria ha chiesto al Dipartimento nazionale di Protezione Civile lo stato di emergenza per i danni alluvionali
La Regione Umbria ha richiesto al Dipartimento nazionale di Protezione civile il riconoscimento dello stato di emergenza (ai sensi dell’art. 5 della Legge 24 febbraio 1992 n 225) a seguito degli ingenti danni all’agricoltura e ai beni privati causati dagli eventi alluvionali che hanno interessato il territorio regionale nei giorni 31 dicembre 2009 – 9 gennaio 2010. È in corso la ricognizione, tramite i Comuni, le Comunità montane e gli altri enti preposti, per quantificare con esattezza i danni riscontrati e individuare le situazioni per le quali si rende necessario intervenire urgentemente. Il Servizio regionale di Protezione civile ricorda come in circa due giorni, specialmente tra il 5 e il 6 gennaio, nei territori dell’Alto Tevere e zone occidentali (Trasimeno–Orvietano sono caduti fino a 202 millimetri di pioggia, quasi il doppio dell’intero mese più piovoso, che è quello di dicembre. L’eccezionalità di tali precipitazioni è calcolabile in circa 20 anni come tempo di ritorno. Si sono verificate esondazioni diffuse di Tevere, Nestore, Caina, Paglia, Genna, ed altri affluenti minori dell’alto – medio Tevere sul quadrante occidentale, anche per il verificarsi di alcune rotte arginali (quali quella del Fossalto verso Fabro o del Caina a Mantignana – Magione), smottamenti di alcuni versanti anche riguardanti strade. Numerose sono state le chiamate alla Sala Operativa regionale e ai Vigili del Fuoco. L’intero Sistema regionale di Protezione Civile, si rileva, in continuo contatto con il Dipartimento di Protezione Civile di Roma, ha gestito la situazione di emergenza, con una ottima sinergia tra Sala Operativa regionale e Centro Funzionale, ma anche con Prefetture, Province, Consorzi di Bonifica, Comunità Montane e Comuni, riuscendo a minimizzare gli effetti sul territorio e soprattutto sulle popolazioni sottoposte a rischio. Anche le grandi dighe presenti nel bacino idrografico del Tevere hanno garantito la mitigazione degli effetti negativi dell’aumentata portata dei vari affluenti del fiume stesso, immagazzinando interamente i volumi idrici in arrivo da monte e restituendone una parte con rilasci controllati e compatibili con l’alveo di valle a piena avvenuta. Così come per i precedenti eventi meteorologici del novembre-dicembre 2005 e più recenti del dicembre 2008, concludono dal Servizio Protezione civile della Regione Umbria, è in corso la conta dei danni e l’individuazione degli interventi prioritari.
17/1/2010 ore 3:00
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