15/07/2019 ore 22:53
Terni: dal 15 al 17 gennaio festeggiamenti per Giunio Tinarelli Venerabile, ci sarà anche la statua della Madonna di Loreto
Si svolgeranno dal 15 al 17 gennaio i festeggiamenti relativi alla proclamazione a Venerabile del Servo di Dio Giunio Tinarelli. sottolineare l'importanza data dalla Chiesa all'evento ci sarà anche la statua della Madonna di Loreto che rimarrà per tre giorni a Terni. Ad illustrare l’iniziativa sono il vescovo Vincenzo Paglia, il parroco della Cattedrale di Terni don Carlo Romani e il segretario dell’Unitalsi di Terni Valentino Antonelli. «E’ per la chiesa diocesana un momento di esultanza per la proclamazione a venerabile di un giovane ternano Giunio Tinarelli – ha detto il vescovo Vincenzo Paglia -. Il suo è stato un esempio immenso di vocazione alla sofferenza. E’ stata questa la vocazione che ha segnato la sua vita e la sua testimonianza, prima come operaio delle Acciaierie, di giovane sempre presente tra i suoi coetanei e nella vita dell’oratorio della parrocchia del Duomo, e poi nella malattia che lo colpì appena ventenne. Un operaio della fabbrica ma ancor più della fede e dell’apostolato».

IL PROGRAMMA DEI FESTEGGIAMENTI

Il 15 gennaio alle 9.30 la statua della Madonna di Loreto verrà portata al carcere di Terni e nella tarda mattinata presso il monastero delle Clarisse a Collerolletta e quindi nella chiesa di Santa Maria della Misericordia a Borgo Bovio.
Alle 15.20 la Madonna di Loreto partirà dalla Chiesa di Santa Maria della Misericordia a Borgo Bovio per giungere in piazza della Repubblica. Alle 16 la Madonna di Loreto sarà accolta dalle autorità religiose e civili. Alle 16.15 processione da piazza della Repubblica in Cattedrale e alle 21 Veglia di preghiera in Cattedrale presieduta dall’arcivescovo di Loreto monsignor Giovanni Tonucci.

Sabato 16 gennaio alle 9.30 al Madonna di Loreto verrà portata in Ospedale e alle 15 in Cattedrale. Alle 17.30 al Museo diocesano si svolge il convegno sul tema “Handicap e famiglia” e alle 20 cena a Villa Spirito Santo.

Domenica 17 gennaio alle 9.30 i partecipanti provenienti da altre sezioni o sottosezioni verranno portati al Sacro Speco francescano di Narni, alle 12.30 pranzo a Villa Spirito Santo e alle 16 si terrà la Messa nella Cattedrale di Terni presieduta dal cardinale Angelo Comastri.



LA SCHEDA SU GIUNIO TINARELLI

Il 27 maggio 1912 a Terni in via del Pozzo nasceva da modesta famiglia Giunio Tinarelli. Dopo la scuola d’obbligo, per le ristrettezze economiche della famiglia, Giunio, adolescente, si inserì nel mondo del lavoro, prima presso la tipografia Alterocca, poi presso una piccola officina meccanica, da ultimo, a soli 15 anni, fu assunto presso le Acciaierie. Inizialmente lavorô al reparto “bullonerie”, poi nell’officina di riparazione locomotive, da ultimo quando ormai la malattia era molto avanzata, al deposito attrezzi. Ancora fanciullo, la madre Maria lo condusse all’oratorio San Gabriele del Duomo affidando lui e il fratello Orlando a mons. Giuseppe Lombardi, il popolare don Peppino, perchè ricevessero una buona educazione cristiana. Giunio amò la vita oratoriana, partecipando assiduamente agli appuntamenti liturgici e sacramentali, alle attività della filodrammatica, iscrivendosi all’Azione Cattolica, partecipando alle gare di catechismo.
Giunio Tinarelli era felice, allegro, viveva la sua vita con una gioia contagiosa. La gente non riusciva a capire da dove gli venisse quell’energia travolgente: non si poteva far altro che sentirla, goderla, farla propria, lasciarsi contagiare. Era una persona ricca di una fede incrollabile, esaltata ancora di più nella malattia e nella sofferenza che lo portò alla morte a soli 44 anni. La poliartrite anchilosante e spondilite, questa la grave patologia che colpì il giovane Giunio, non gli consentirono più alcun movimento, ma non gli impedirono di essere “operaio” nel campo dell’apostolato. Nel 1948 fondò a Terni la sottosezione dell’Unitalsi, partecipando ogni anno ai pellegrinaggi a Loreto, Lourdes, Oropa, Re con il treno dei malati. Comunicò sempre questa sua grande fede agli altri anche nella sofferenza attraverso mani, penna, carta e leggio, i suoi nuovi ferri del mestiere, conversando con gli amici e con la gente che lo andava a visitare per consolarlo. Dal suo letto Giunio ha sconfitto tante illusioni che rendono triste e amara la vita degli uomini, ricordando che la felicità non sta nell’amare se stessi o nella salute o nella tranquillità, ma che la felicità sta nell’essere partecipi dell’amore del Signore, che la felicità e la pace stanno nell’amare gli altri. E gli amici dell’Unitalsi e del centro Volontari della sofferenza portano sempre nella loro opera verso i malati e i sofferenti l’esempio di Giunio, cercando di dare lo stesso conforto e serenità che lui riusciva a comunicare dal suo letto con gli occhi e il sorriso.
11/1/2010 ore 0:20
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