19/07/2019 ore 02:04
Operai cassintegrati lavoravano "in nero" presso alcuni cantieri del ternano, blitz della Finanza e denunce a raffica
Cassintegrati al lavoro in un cantiere. Denunce per i titolari dell'impresa ed il lavoratori irregolari. Il blitz dei militari della Guardia di Finanza di Terni è scattato in alcuni cantieri edili aperti in fvarie zone del ternano. Si è trattato di quella che le Fiamme Gialle hanno definito una "ispezione a sorpresa", fatta nei confronti di una impresa edile operante in provincia. La ditta ha la propria sede in Campania, ma si è aggiudicata degli appalti nella nostra provincia. I militari hanno rilevato la presenza, presso due cantieri in uso all’impresa, di quattro lavoratori irregolari e l’ulteriore l’utilizzo di due lavoratori che, pur percependo l’indennità di disoccupazione e quella di cassa integrazione, svolgevano normalmente la propria attività di lavoro. In particolare, le Fiamme Gialle, hanno constatato presso i cantieri gestiti dalla società (tra Terni, Amelia ed i confini con il territorio di Orte), la presenza di 4 manovali non in regola con le norme sul lavoro in quanto non assunti secondo le vigenti norme. Altri due operai, anche loro impiegati "in nero", risultavano ufficialmente uno in cassa integrazione e l’altro berneficiario della "indennità di disoccupazione". I titolari dell’impresa e i 2 beneficiari indebiti di indennità sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza di Terni alla Procura della Repubblica per il reato di truffa. Come è noto, infatti, la Cassa Integrazione Guadagni è un meccanismo previsto dalla legge consistente in una prestazione economica erogata dall’Inps (e quindi dalle casse pubbliche) in favore dei lavoratori sospesi dall’obbligo di fornire una prestazione lavorativa o che lavorano a orario ridotto. Si tratta di un istituto che viene incontro alle aziende che si trovano in momentanea difficoltà, sgravandole in parte dei costi della manodopera temporaneamente non utilizzata. L’indennità di disoccupazione spetta invece ai lavoratori assicurati contro la disoccupazione involontaria che siano stati licenziati. Nel caso specifico si è abusato di tali meccanismi, utilizzando comunque la manodopera in cassa integrazione o beneficiaria di indennità di disoccupazione che, oltre a percepire la relativa indennità, lavoravano ugualmente intascando, ovviamente ulteriori compensi in nero.
L’importo complessivo quantificato dai Finanzieri di Terni e corrisposto in nero alla manodopera irregolare è risultato pari a circa 20mila euro, con l’accertamento di ritenute sui compensi non operate e sottratte al fisco per circa 4.500 euro. E’ stata poi informato l’Inps che procederà al recupero delle indennità indebitamente percepite comprensive di interessi e sanzioni.
(Foto di repertorio)
16/11/2009 ore 11:35
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