15/11/2019 ore 08:13
I Nas denunciano due contradaioli della Corsa all'Anello di Narni, accusati di aver "dopato" un cavallo
Denuncia penale per due persone. Prende una brutta piega la vicenda del cavallo trovato “dopato” in occasione dell’ultima edizione della Corsa all’anello. Dai Nas di Perugia è arrivata la notizia che due responsabili della giostra narnese sono stati denunciati per aver “maltrattato” un cavallo ed avergli somministrato sostanze dopanti. Si fa ancora più seria, dunque, la posizione delle persone coinvolte nell’episodio di doping che nel maggio scorso aveva investito il terziere di Santa Maria. Ieri è arrivata la conferma che i carabinieri del Nas hanno denunciato due persone. Si tratterebbe, secondo quanto riferito dal nucleo antisofisticazioni dei carabinieri, di due non meglio identificati “contradaioli”, rei di aver esercitato abusivamente la professione di medico veterinario. L’accusa parla anche di “maltrattamento di animali” e di “somministrazione di sostanze dopanti”. Insomma, se fino a ieri si pensava che l’episodio fosse solo di competenza di Ente Corsa all’Anello, Enpa e Unire (Unione Nazionale Incremento Razze Equine), ora tutto cambia perché c’è di mezzo il codice penale. Il priore di Santa Maria, Massimo Posati, cade dalle nuvole: “credo si tratti di uno sbaglio – esordisce -; noi non sappiamo niente di indagini condotte dai Nas. Siamo solo in attesa degli esiti delle controanalisi richieste da noi per dimostrare che nel sangue di uno dei nostri cavalli che aveva partecipato alla corsa del 10 maggio scorso, non ci fossero sostanze dopanti. Nessuno ci ha mai informati di indagini da parte dei carabinieri su questa vicenda”. Stesso discorso all’ente centrale, dove confermano di non essere mai stati informati riguardo a delle indagini in corso da parte dei Nas. L’intervento del nucleo speciale dei carabinieri potrebbe essere partito in seguito ad una segnalazione fatta da uno degli enti preposti alla tutela della salute dei cavalli, impiegati in questo genere di competizioni; enti che hanno l’obbligo di informare l’autorità giudiziaria quando vengono riscontrate delle irregolarità. Da qui la spiegazione di come nessuno a Narni abbia mai saputo nulla del lavoro portato avanti parallelamente dai carabinieri.
6/11/2009 ore 0:23
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