17/11/2019 ore 01:45
Amelia: la Curia ha restaurato il monastero benedettino di San Magno
Alla presenza del vescovo Vincenzo Paglia e di numerosi sacerdoti della diocesi sono stati inaugurati i lavori di restauro del monastero benedettino di San Magno situato nel centro di Amelia affidato alle monache claustrali di Offida, sotto la guida della Madre badessa Benedetta D┤Angelo. I lavori hanno riguardato la radicale ristrutturazione del sacro edificio che Ŕ stato notevolmente danneggiato dal terremoto del 1997 e che, all┤analisi degli esperti, ha evidenziato forti carenze strutturali e una vulnerabilitÓ assai accentuata. Con l┤intervento di restauro sono stati riparati i danni arrecati dal sisma, migliorate le strutture antisismiche, e sanate le carenze strutturali derivati dai progressivi interventi di trasformazione eseguiti senza seguire criteri di razionalitÓ statico costruttiva. Il progetto di rifunzionalizzazione e restauro, per una spesa complessiva di quasi quattro milioni di euro finanziati dalla Regione dell┤Umbria, ha perseguito l┤obiettivo prioritario di conservare le caratteristiche spaziali ed architettoniche degli edifici nonchŔ di alcuni oggetti accessori quali il forno, le cisterne e le vasche della "saponaia" che rappresentano tracce significative dei modi di vita passati. I lavori oltre a ripristinare la staticitÓ dell┤edificio sono stati un┤occasione per approfondire la conoscenza storico-critica di un complesso del XII secolo, epoca a cui risale la presenza in documenti storici del monastero benedettino di San Magno ad Amelia legato a quello dell┤ospedale annesso, della cui gestione si occupavano prima i monaci e poi, sul finire del XIII sec., le monache che presero il loro posto. Attualmente il complesso del monastero si presenta come un aggregato edilizio, disposto su tre livelli che seguono il declinare della collina, costituito da edifici distinti accorpati tra loro, che formano un tessuto denso e continuo, interrotto dal chiostro centrale sotto il quale sono presenti delle cisterne di raccolta delle acque piovane, e dal cortile adibito a giardino ed orto. Il buon esito dell┤operazione di restauro del monastero Ŕ strettamente legato alla comprensione della centralitÓ dell┤ideale di vita semplice, improntata sul lavoro e preghiera, proprio della tradizione benedettina che ha svolto una funzione determinante della definizione dei caratteri architettonici dei diversi ambienti del monastero, semplici e ridotti alla loro essenzialitÓ dei luoghi di lavori e delle celle individuali. Un monastero che Ŕ una ricchezza per l┤intera comunitÓ diocesana e per la crescita spirituale nel segno della preghiera e della contemplazione.
29/10/2009 ore 13:15
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