15/11/2019 ore 02:56
Sanità: è polemica tra il Pdl e l'assessore regionale Rosi riguardo all'introduzione della pillola abortiva RU486
Il consigliere regionale Enrico Sebastiani (FI-Pdl) interviene sulla decisione annunciata dell’Agenzia del farmaco in merito alla commercializzazione della pillola abortiva RU486. La pillola potrà essere somministrata negli ospedali non appena la delibera verrà pubblicata nella Gazzetta ufficiale. “Appare sconcertante – afferma Sebastiani - la dichiarazione resa ai quotidiani dall’assessore regionale alla Sanità, Maurizio Rosi, che riduce l’assunzione della RU486 semplicemente ad una tecnica abortiva alternativa rispetto a quella chirurgica, tralasciando completamente di considerare i tanti risvolti sottesi e tutte le problematiche connesse di carattere etico, sociale ma anche psicologico. Non posso esimermi – prosegue Sebastiani - dal rilevare con stupore come la nostra Regione, che spesso è l’ultima ad adottare provvedimenti di attuazione e regolamentazione delle iniziative di carattere nazionale, in questa occasione è addirittura già ‘prontissima’ a commercializzare la RU486”. “In realtà – rileva il consigliere – bisogna andare molto cauti, sia perché ancora c’è un mese di tempo prima che la delibera venga pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, sia perché le importanti restrizioni dettate per l’utilizzo del farmaco, potrebbero essere facilmente eluse senza una regolamentazione severa, chiara e precisa, che preveda controlli ferrei e costanti. Infatti, una importante riflessione deve essere fatta anche alla luce delle parole del dottor Epicoco, apparse ieri sui quotidiani, per cui se è vero che l’assunzione della pillola potrà avvenire solo in strutture ospedaliere e non con il semplice acquisto in farmacia, altrettanto vero è che l’ospedale non è un carcere e se la donna, una volta espletate tutte le procedure all’interno dell’ospedale, chiede di essere dimessa, non la si può trattenere con la forza. Tutto ciò potrebbe causare gravi conseguenze e rischi per la salute della donna stessa. E’ evidente – continua - che gli spunti di riflessione e di conseguenza le iniziative da adottare sono molteplici e non si riducono semplicemente alla diffusione negli ospedali della RU486, come traspare dalle parole dell’assessore Rosi”. “Dobbiamo evitare – aggiunge Sebastiani - che un problema così grave e importante, che tocca la coscienza dei cittadini e mette in discussione valori fondamentali per l’uomo, a partire dal dono della vita, sia affrontato con superficialità e leggerezza, e restino indefinite le responsabilità, i compiti e le funzioni delle istituzioni e di tutti i soggetti coinvolti. Infatti, non si può considerare solo la libertà della donna e non anche quella del nascituro. Ciò ha spinto la Chiesa a rivolgere un accorato appello affinché le autorità civili permettano l’obiezione di coscienza per gli operatori sanitari cattolici”. “Pertanto – conclude il consigliere regionale - chiedo sin d’ora che la Giunta regionale non dia alcun via libera alle aziende sanitarie nell’utilizzo della RU486, fintanto che non venga adottata una determinazione chiara e trasparente che contenga il protocollo dettagliato di somministrazione e, all’interno delle restrizioni giustamente previste dall’Aifa, sia in grado di prendere un provvedimento che non riduca l’aborto ad una scelta facile e banale”.
27/10/2009 ore 0:49
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