21/11/2019 ore 06:07
Ambiente: resi noti i risultati compiuti sull'aria che si respira nella Conca Ternana, per i tecnici la situazione è "complessa"
Sono stati ufficializzati i dati relativi alle analisi compiute sull'aria che si respira nella Conca Ternana. L’Arpa (Agenzia di protezione ambientale dell’Umbria) si era rivolta al Politecnico di Milano - Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” per fare i rilevamenti. Il Laboratorio Olfattometrico dell'Istituto dispone, infatti, di attrezzature e tecnologie all’avanguardia nel settore dell’olfattometria dinamica, per eseguire campionamenti olfattometrici su alcune aree industriali individuate da Arpa. Nel corso dello studio, che si è svolto tra febbraio e settembre di quest'anno, sono stati predisposti tavoli tecnici aziendali al fine di analizzare i cicli produttivi delle Aziende del territorio maggiormente significative in termini ambientali e identificare le possibili sorgenti di odore definendone le emissioni (puntuali e areali) da campionare. Al tempo stesso sono stati effettuati sopralluoghi presso gli impianti e sono anche stati prelevati campioni gassosi dalle sorgenti "odorigene" precedentemente individuate. I risultati di queste analisi, inseriti in un modello matematico di dispersione delle emissioni di odore, hanno consentito una valutazione complessiva della situazione della Conca Ternana. Ciò che è emerso da questa indagine è che sembra di trovarsi di fronte ad un problema complesso, non riconducibile ad un unico soggetto, ma frutto della concorrenza di più impianti industriali che contribuiscono in maniera determinante all’impatto olfattivo su una fascia di territorio monitorato di oltre 64 chilometri quadrati. La ricerca ha mostrato che il 51% della portata odorigena è attribuibile al polo siderurgico, il 29% proviene dal polo chimico e il 20% dal complesso degli altri impianti monitorati. Tuttavia sembra che il modello matematico ha evidenziato che in ragione della tipologia di sorgenti emittenti, l’impatto generato dal 20% di quelli che sono stati definiti “altri impianti” abbia un effetto pari a quel 51% prodotto dal polo siderurgico”. Lo studio, seppure condotto su un numero abbastanza esiguo di casi, ha mostrato una buona corrispondenza tra le segnalazioni dei cittadini e il modello matematico. Le aziende che hanno preso parte a questo studio sono: Polo siderurgico ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni S.p.a.;Polo Chimico: Basell S.p.a., Meraklon S.p.a., Novamont S.p.a., Treofan S.p.a.; Polo energetico e rifiuti: A.S.M. S.p.a., Printer S.r.l., Terni En.A. S.p.a.; Depuratori acque reflue: Depuratore “Terni 1” gestito da A.S.M. S.p.a., Depuratore Consorzio Polymer, Depuratori IDAPIX e SIDA di TKL-AST S.p.a.; Mattatoio comunale gestito da Butcher Service S.r.l.
"Lo studio dell’Arpa - precisa Enrico Melasecche (Udc) - ha riguardato soltanto gli aspetti ‘olfattivi’ del fenomeno delle nubi acri e, pur fornendo alcuni dati importanti non è riuscito a rispondere alle domande che avevamo posto. Intanto si conferma il problema da noi sollevato da quattro anni a dispetto dei comodi detrattori che hanno continuato a negare l’evidenza senza permettere nemmeno che si iniziasse uno studio adeguato per tentare di risolvere il problema. Soltanto oggi, quindi, si conferma il fenomeno in tutte le sue articolazioni anche se dallo studio dell’Arpa non viene alcuna risposta in merito alle questioni inquinanti che sono con elevatissima probabilità sottese ai fenomeni olfattivi presi in considerazione. Per portare un esempio - afferma Melasecche - due sere fa, verso le 23,30, mi trovavo a Corso Tacito in una nota pasticceria, insieme ad una decina di testimoni quando è iniziato il fenomeno; un odore acre è entrato addirittura nel locale provocando il disgusto in tutti i presenti. Ricordiamo i risultati di pochi anni fa in merito all’analisi del capello svolta su un campione di ragazzi nostri concittadini, tali risultati hanno evidenziato la presenza di elevate quantità di metalli pesanti. Verso la conclusione della presentazione dello studio ho sollecitato l’Arpa, la Provincia, l’Asm e il Comune affinchè aggrediscano il fenomeno sensibilizzando le aziende presenti nel nostro territorio a porre in essere comportamenti e a predisporre investimenti che garantiscano la buona qualità dell’aria per non mettere a rischio la salute dei ternani. Confidando che i nuovi impianti che l’Ast sta realizzando, ad esempio, siano in grado di risolvere il problema. Aspetto questo che, invece, non è stato minimamente preso in considerazione. Viceversa un rappresentante dell’Ast anziché esporre l’intervento che stanno realizzando ha attaccato dei rappresentanti eletti soltanto perché difendevano gli interessi generali. Non appare questo, di certo, il modo migliore per fare in modo che il confronto fra Ast ed istituzioni locali possa proseguire nel modo migliore".

8/10/2009 ore 0:35
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