15/12/2019 ore 00:09
Nei guai un ristoratore che faceva lavorare in "nero" i camerieri, quattro di questi sono dipendenti di enti pubblici
Lavoravano in nero. Per arrotondare lo stipendio. Qualcuno era addirittura dipendente di enti pubblici ma nei fine settimana si trasformava in cameriere. A scoprire il grosso giro di lavoratori in nero sono stati gli agenti della Guardia di Finanza di Amelia, che qualche sera fa hanno fatto irruzione in un ristorante della zona, al cui titolare, alla fine delle indagini, hanno contestato l’avvenuto utilizzo di 19 lavoratori in nero. L’esercizio commerciale, noto anche per l’effettuazione di banchetti matrimoniali e ricevimenti, vè stato sottoposto a controllo dopo una serie di investigazioni delle Fiamme Gialle e nel quadro di un intensificazione dei servizi che la Guardia di Finanza sta operando da circa due mesi in tutta la regione proprio per contrastare il fenomeno del lavoro nero.
I finanzieri sono entrati presso il ristorante sabato sera verso le 22 e qui hanno sorpreso 5 persone, che senza essere in regola sotto il profilo lavorativo, svolgevano il servizio di cameriere. Contemporaneamente veniva eseguita una attività di ricerca di documentazione che consentiva di acquisire una serie di agende riepilogative nelle quali erano stati riportati dati relativi all'attività dell’azienda. Dall’esame del carteggio, i finanzieri hanno individuato altre 14 persone che tra il 2008 e il 2009 avevano prestato la propria attività lavorativa come camerieri, a più riprese senza essere iscritti nelle prescritte scritture contabili. I lavoratori così individuati venivano sentiti dai finanzieri e al termine della attività di indagine, emergeva un quadro che consentiva complessivamente di segnalare all’Ufficio del Lavoro l’avvenuto impiego di 19 lavoratori in nero per un complessivo impiego di oltre 400 giornate lavorative. Scattavano quindi sanzioni pesanti a carico dell’azienda anche con risvolti fiscali in quanto venivano contestate ritenute Irpef non applicate per circa 14mila euro. Ulteriori approfondimenti permettevano di verificare che tra i 19 lavoratori in nero, quattro sono dipendenti di enti pubblici, sembra si tratti di personale scolastico non docente. Per quest’ultimi sono scattati quindi gli accertamenti presso gli enti di appartenenza che porteranno, nei loro confronti alla applicazione delle sanzioni, qualora risulti che il "doppio lavoro" sia stato svolto senza alcuna autorizzazione dell’ufficio di appartenenza. Dall’inizio dell’anno la Guardia di Finanza della provincia di Terni ha individuato 57 lavoratori in nero nel corso delle attività di contrasto al fenomeno.


23/9/2009 ore 12:15
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