20/01/2020 ore 23:00
Arrone: sabato 29 agosto primo raduno dei "campanari" del centro Italia
I campanari del centro Italia si incontreranno sabato 29 agosto ad Arrone. Arriveranno in Valnerina da Gubbio dalle Marche, dal Lazio e dall'Abruzzo per celebrare una grande festa all’insegna della tradizione italiana riguardante i campanili. Ricco il programma della manifestazione dal titolo “ Il suono dei campanili”. Si comincia alle 10 con l'esibizione di benvenuto, sul campanile della chiesa di San Giovanni, dei gruppi di Ferentillo, Gubbio ed Arrone. Alle 11 è in programma la conferenza dal titolo: “Codici e messaggi tradizionali” tenuta da Giancarlo Palombini, docente di etnomusicologia dell'università di Perugia) con la partecipazione di Valerio Rasi, vice presidente dell'associazione italiana di campanologia. Nel pomeriggio, dalle 16 alle 18, esibizione di tutti i gruppi su carillon di campane messe a disposizione dai campanari marchigiani di Grottazzolina ed esibizione della banda musicale di Arrone Per l'intera giornata di sabato le vie del paese saranno allietate dal mercatino degli antiquari. “Questo raduno - spiega Gianluca Saveri, presidente dell'associazione - è anche un modo per ricordare i campanari storici di Arrone. Si è reso necessario un lungo periodo di stasi dovuto al completamento dei restauri della struttura del campanile, gravemente lesionata dal terremoto degli anni ’60”. Con la cella campanaria riportata agli antichi splendori, era necessario ricostituire un gruppo di persone che volessero raccogliere l’eredità dei vecchi campanari: la sfida è stata accettata da un gruppo di persone che, sotto il coordinamento di Gianluca Saveri, maestro di percussioni, si sono costituite in società culturale con la denominazione di “Gruppo Campanari di Arrone”.
In questo periodo il gruppo che garantisce la qualità e la quantità delle esecuzioni è composto da Gianluca Saveri, Tullio Antonelli, Matteo Bartolini, Enrico Cruciani, Nicola Daddario, Alberto Ascani, Alberto Giovannelli, Alfredo Natili e Marco Sanelli.

PERCHÉ QUESTA FESTA

I campanili dei paesi, delle valli e delle città hanno rappresentato in passato – anche oggi in piccola parte lo fanno - la voce del popolo, il richiamo di Dio, il punto di riferimento architettonico di un agglomerato urbano. Le campane da sempre con i loro suoni organizzati, hanno richiamato i fedeli agli appuntamenti religiosi, hanno avvisato i cittadini dei pericoli incombenti, degli eventi quotidiani, hanno ricordato le festività della storia nazionale. Insomma hanno rappresentato un linguaggio musicale in codice ben definito grazie al quale la popolazione riusciva a scandire le fasi delle giornate di festa e lavorative. Inoltre, intorno ai campanili è nata e si è sviluppata gran parte della storia delle città italiane e del mondo. Nelle piazze adiacenti si sono compiuti incontri o scontri storici fra persone, riguardanti arte, guerre, politica, cultura, sviluppo sociale. Ad oggi questi valori sono dimenticati dal frastuono dei falsi ideali e soprattutto dalla perdita dei valori fondamentali della nostra società rivolta ai beni materiali, alla superficialità della vita quotidiana, all’incapacità culturale di voltarsi indietro rischiando di perdere la memoria storica. Il rispetto delle nostre origini dovrebbe invece guidarci ad accrescere per migliorare la vita in genere. Riscoprire e comprendere le tradizioni storiche serve anche a recuperare quei valori sociali necessari a sostenere il futuro della comunità mondiale. Un popolo senza memoria storica, senza valori culturali ed artistici è un popolo senz’anima, in balia di qualsiasi potere.



27/8/2009 ore 1:32
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