06/08/2020 ore 14:30
La Finanza scopre un maxi giro di fatture fasulle per oltre 7 milioni di euro, in carcere tre persone
Scoperto dalla Guardia di Finanza di Terni un giro di fatture fasulle per oltre 7 milioni di euro con evasione dell’imposta sul valore aggiunto per oltre due milioni. Tratte in arresto tre persone di cui una allo stato latitante, sequestrati tre immobili, vari appezzamenti di terreni, conti correnti bancari e polizze assicurative per un valore di mercato complessivo di circa 1,5 milioni di euro, interdette due società dall’esercizio dell’attività. La Compagnia della Guardia di Finanza di Terni ha concluso una serie di accertamenti che hanno consentito di individuare un meccanismo fraudolento di evasione fiscale per un ammontare di oltre sette milioni di euro di fatture false, con evasione di iva per due milioni, l’ulteriore occultamento di 2,5 milioni di euro di ricavi che ha interessato sei soggetti operanti nel settore della compravendita di auto tra Terni e Roma. Tratte in arresto allo stato due persone tra Roma e Imperia e sequestrati immobili per un valore di oltre un milione di Euro a Terni, Roma, Imperia e l’Aquila oltre depositi bancari e polizze assicurative per oltre 200.000 euro. La vicenda è riconducibile a una situazione di frode "carosello"; si tratta di un tipo di frode che abusa dell’esenzione dall’Iva di cui beneficiano le transazioni tra soggetti che operano in ambito comunitario. In sostanza tra il soggetto che vende le autovetture e quello che le compra, vengono interposte società costituite in maniera fittizia, inesistenti e prive di qualsiasi struttura. Gli obblighi di versamento dell’Iva vengono aggirati tramite un giro di fatture che fa ricadere il debito fiscale sulla società interposta che altro non è che una semplice cartiera, che muore ancor prima di aver saldato il conto con il Fisco. La truffa scoperta partiva con la vendita da parte di un fornitore estero a una ditta di Terni di autovetture perlopiù tedesche anche di grossa cilindrata; le fattura emesse dal fornitore estero venivano invece indirizzate a quattro falsi acquirenti con sede tra Terni e Roma, tutte imprese individuali e di breve durata, prive di struttura imprenditoriale, organizzativa e di contabilità; quest’ultime pertanto omettevano di versare l’iva relativa all’operazione ed in alcuni casi la loro esistenza soltanto formale era comprovata dalla totale mancanza di contabilità. Addirittura era il reale acquirente delle macchine a provvedere alla materiale formazione delle fatture fasulle e a farle pervenire alle cartiere.
Da segnalare come nel corso delle operazioni per l’apertura delle verifica fiscale, i finanzieri si sono recati presso le abitazioni di uno dei soggetti coinvolti nella truffa all’Erario e che nel corso della attività di ricerca documentale venivano rinvenuti documenti e timbri di società che dimostravano il perfezionamento dell’evasione fiscale. I due soggetti di 46 e 67 anni , sono stati ristretti presso la casa circondariale di San Remo e di Regina Coeli in Roma. Tra gli arrestati compare anche il consulente fiscale di Roma, il cui ruolo era quello di dare una veste formalmente corretta alle operazioni truffaldine. Rilevante poi l’avvenuto sequestro di una villa sita nella provincia di Terni e di un appartamento signorile ubicato a Roma sulla via Nomentana nella disponibilità degli indagati, disposto dal Gip di Terni Maurizio Santoloci su proposta del sostituto procuratore della Repubblica di Terni Elisabetta Massini. Il sequestro apre la strada a una possibile successiva confisca a tutela dell’erario danneggiato dalla consistente evasione di imposta realizzata. Le imputazioni della Procura della Repubblica e della Guardia di Finanza nei confronti dei soggetti coinvolti nella frode sono di associazione a delinquere per la commissione di reati di frode fiscale mediante l’utilizzo di fatture false, al solo fine di acquisire autovetture provenienti dall’estero cedendole poi in Italia senza assolvere gli obblighi iva. Tra i motivi che hanno determinato l’adozione delle misure cautelari in carcere e il sequestro degli immobili, il rinvenimento di capitali in Irlanda e S.Marino intestati alla moglie di uno degli indagati, nonché il tentativo di corruzione operato da uno degli indagati che nel corso delle operazioni di verifica proponeva a uno dei finanzieri impegnato nelle indagini, una consistente somma di denaro in cambio di trattamenti di favore.
10/8/2009 ore 15:20
Torna su