10/08/2020 ore 22:16
Università: timori da parte del consigliere regionale Vinti (Rc) riguardo al previsto aumento delle tasse di iscrizione
Previsto un aumento delle tasse di iscrizione per gli studenti che si iscriveranno al nuvo anno accademico dell'Ateneo umbro. E il capogruppo regionale di Rifondazione Comunista, Stefano Vinti, esprime “forte preoccupazione per il destino di tanti studenti fuorisede e per la difficoltà delle famiglie a reddito medio dell’Umbria di “permettere ai propri figli di poter proseguire gli studi fino alla laurea presso l’Ateneo del capoluogo di Regione”. Vinti è “nettamente contrario” alla scelta adottata dal Consiglio di amministrazione dell’Università di Perugia di aumentare le tasse di iscrizione, “che già nel corso degli anni passati avevano conosciuto progressivi ritocchi al rialzo”. “Adesso – spiega - gli aumenti sono consistenti, un aumento medio di 200 euro, e per di più vanno a colpire di più i redditi delle famiglie più disagiate, se è vero, come denunciano gli studenti dell’Udu, che i nuclei familiari con reddito Iseeu compresi tra 20mila e 21mila euro subirebbero un aumento di 400 euro. Se è vero – aggiunge Vinti - che i problemi stanno a monte, cioè nella politica scellerata del governo Berlusconi e del Ministro Gelmini di continui tagli alla ricerca e all’istruzione universitaria, non condividiamo però la strada intrapresa dal governo dell’Università di Perugia di far pagare questi tagli al corpo studentesco, facendo leva soprattutto sulle classi sociali medio basse, reintroducendo di fatto criteri di classe nell’accesso all’istruzione universitaria”. Si chiede poi Vinti, se alcune scelte “discutibili dell’Ateneo, come acquisti di immobili poi inutilizzati, proliferazione di cattedre e corsi di laurea con pochissimi iscritti, ma dei quali si paga il personale, non influiscano su questo indirizzo, scaricando sugli studenti i costi di una gestione non troppo oculata delle risorse e dell’offerta didattica”. “Rifondazione comunista – conclude Vinti - si batterà per garantire l’effettiva e piena applicazione del diritto allo studio in Umbria, per bloccare il ritorno all’università di classe e di èlite, e appoggerà le mobilitazioni degli studenti per modificare l’iniquo incremento delle tasse e la modificazione delle fasce a netto svantaggio dei redditi medio-bassi”.
4/8/2009 ore 0:45
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