03/12/2020 ore 20:43
Due africani tentano di ripetere anche a Terni la truffa delle banconote clonate chimicamente, ma vengono scoperti e denunciati dalla Finanza
Il trucco è vecchio di qualche anno e i primi a svelarlo furono i conduttori di "Striscia la notizia". Due o più individui, in genere africani, si presentano ben vestiti e con modi gentili presso il gestore di una attività commerciale e gli propongono l'"affare". Che poi consiste nella possibilità di raddoppiare, o addirittura triplicare, il valore di un tot numero di banconote, opportunamente trattate con speciali reagenti chimici. Una "sòla" bella e buona che nonostante sia arcinota, continua però a far cadere nella rete delle ingenue persone. Un caso analogo è accaduto anche a Terni ma è stato sventato dalla Guardia di Finanzna. Agenti del nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle ternane, hanno denunciato infatti a piede libero due cittadini extracomunitari, uno originario della Costa d’Avorio ed uno del Camerun residenti in Emilia Romagna, che avevano tentato una truffa in danno di un operatore commerciale cinese residente a Terni I due extracomunitari si sono presentati presso l’esercizio commerciale cinese con la insolita proposta di "raddoppiare" il denaro che il cinese avrebbe loro pagato, a fronte della consegna di banconote dagli stessi prodotte con un particolare procedimento chimico. In realtà si tratta di un sistema di truffa in voga da alcuni anni e di cui ha parlato più volte la popolare trasmissione televisiva. La proposta truffaldina era stata anche proceduta da una dimostrazione nel corso della quale i due extracomunitari, grazie a particolari capacità di imbonitori e utilizzando una banconota da 50 euro, avevano fatto materializzare su alcuni fogli gli elementi tipici di una nuova banconota. In realtà utilizzando due fogli di carta dalle dimensioni della banconota, e versando dei liquidi, passandovi sopra del cotone e infine schiacciando la cartamoneta genuina tra i fogli e una carta di alluminio, si era prodotta una reazione chimica, che aveva fatto si che i fogli si colorassero assumendo i contorni di una nuova banconota. Ma era un "bluff" che per fortuna è stato scoperto dai finanzieri i quali hanno sventato la truffa.







I due extracomunitari proponevano quindi al cinese di duplicare una somma di 30.000 euro, utilizzando il kit da piccolo chimico da loro detenuto in cambio, ovviamente, di un numero di banconote corrispondente a tale valore (queste si genuine) tali da poter consentire il lavoro di duplicazione e che poi - riferivano alla vittima del raggiro - avrebbero restituiti tenendone per sé una minima parte a titolo di compenso. E’ ovvio che in realtà ci si trovava di fronte a una truffa non potendosi produrre una banconota autentica mediante il procedimento proposto dai due extracomunitari.
L’intervento della Guardia di Finanza e la collaborazione del commerciante cinese consentiva di evitare di realizzarsi della truffa; il kit di lavorazione veniva sottoposto a sequestro dalle fiamme gialle e i due denunciati alla Procura della Repubblica di Terni.
16/7/2009 ore 0:37
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