12/11/2019 ore 19:04
Arrestato un consulente ambientale accusato di aver effettuato illecitamente operazioni di recupero di rifiuti pericolosi
Arresti domiciliari nei confronti di un consulente ambientale per reati inerenti lo smaltimento irregolare di rifiuti. L’operazione, condotta dai comandi del Corpo Forestale dello Stato di Terni e Frosinone, era iniziata nel novembre del 2007da parte del Nipaf (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) di Terni, nei confronti di un’azienda operante nel settore dei laterizi, a seguito di segnalazioni avute dalle Procure di Avezzano e Sulmona. Le indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Terni, Fausto Cardella, e dal P.M., Elisabetta Massini, sono state lunghe e complesse, con ripetuti sopralluoghi presso l’azienda, il prelievo di campionamenti ed analisi, oltre a due mesi di intercettazioni telefoniche. Gli agenti della Forestale hanno potuto ricostruire l’intera filiera di smaltimento illecito di rifiuti cosiddetti “in bianco”, basato cioè su falsificazioni documentali, ma anche di gestione occulta e dissimulata per presentare un quadro di attività come regolare, dalla produzione al trasporto e quindi allo smaltimento. L’inchiesta ha consentito di individuare, quale soggetto responsabile primario, la figura di un consulente ambientale, M. S. di Isola del Liri (FR) ed ha interessato il territorio della provincia di Frosinone, dove l’uomo svolge principalmente la propria attività lavorativa. I capi di imputazione si rifanno principalmente ai reati previsti dal Testo Unico Ambientale e il consulente avrebbe effettuato, in concorso con altri soggetti, recupero di rifiuti anche pericolosi (metalli pesanti e oli minerali) e, continuativamente con più operazioni di allestimento mezzi, intermediazioni, consulenze ed analisi di laboratorio, per aver gestito ingenti quantità di rifiuti, al fine di conseguire ingiusti profitti con elevati guadagni. Secondo l’accusa si configurano anche i reati di falsità ideologica in certificati e in atto pubblico, con le aggravanti comuni e della continuazione, per aver fornito false indicazioni sulla natura, composizione e caratteristiche fisicho-chimiche dei rifiuti, omettendo la presenza delle sostanze pericolose, compreso l’amianto. Nei giorni scorsi è stata eseguita l’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari del responsabile emessa dal Gip del Tribunale di Terni nonché nella perquisizione di cinque siti, di cui uno a Terni, tra sedi di società ed abitazione in uso al medesimo, con il conseguente sequestro di tutto il materiale documentale necessario ai fini probatori. Il sito di Terni, in effetti si riferisce ad un’altra ditta di analisi e certificazioni, che incautamente ha rilasciato risultati di analisi sulla scorta di dati forniti dal suddetto consulente ambientale. Tale organizzazione ha previsto l’impiego di oltre 20 uomini, con modalità diverse per l’espletamento delle varie attività delegate, provenienti dal Comando provinciale di Terni e di Frosinone e dai relativi Nuclei Investigativi.
(Foto di archivio)
21/5/2009 ore 13:50
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