21/11/2019 ore 18:16
Roberto Spaccino si professa innocente e nella sua cella del carcere di Sabbione ha cominciato lo sciopero della fame
Ha cominciato lo sciopero della fame. Per attirare l'attenzione di tutti verso di lui. Roberto Spaccino, l'uomo condannato all'ergastolo perchè riconosciuto colpevole di avere ucciso la moglie Barbara, incinta all'ottavo mese, dalla sua cella del carcere di Vocabolo Sabbione dove si trova rinchiuso, continua a professarsi innocente. E per fare in modo che non si dimentichi che "un innocente sta scontando la pena dell'ergastolo", Spaccino ha iniziato lo sciopero della fame. Ed ha anche scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro della Giustizia Angelino Alfano, per renderli consapevoli di quello che i suoi legali hanno definito nelle arringhe "il più grosso errore giudiziario del secondo millennio". Tramite gli avvocati Luca Gentile e Michele Titoli, che lo hanno incontrato nel carcere di Terni dove si trova detenuto, Spaccino ha anche annunciato di volere scrivere a giornali e televisioni per fornire la propria verità. La protesta si basa su quanto il 39enne di Compignano di Marsciano ha ripetuto per tutto il processo, ovvero di non avere ucciso la moglie Barbara e, con lei, la bimba che portava in grembo da 8 mesi. Una tesi che non ha persuaso la Corte e che, all'esito di oltre 10 ore di camera di consiglio, ha trovato espressione nella sentenza, pronunciata dal presidente Giancarlo Massei, di condanna per l'omicidio della moglie, nonché per maltrattamenti in famiglia, per interruzione di gravidanza e per simulazione di furto con il fine di crearsi un alibi. I legali, ed anche i congiunti che gli hanno fatto visita, hanno trovato Spaccino visibilmente affranto, con la barba lunga e la stessa felpa indossata nell'ultima udienza alla quale ha presenziato. L'uomo assume da tempo psicofarmaci ed antidepressivi ma non sembra che manifesti intenzioni autolesioniste. Ovviamente ricorrerà in appello, ma il processo presumibilmente non ci sarà prima dell'inizio del 2010; il deposito del ricorso infatti presuppone la conoscenza delle motivazioni della sentenza per cui la Corte d'Assise di Perugia si è riservata i canonici 90 giorni. Intanto il pm Antonella Duchini (la sua richiesta ha trovato pieno accoglimento nella sentenza) ha chiesto l'invio degli atti del processo alla Procura di Firenze affinché sia aperto un fascicolo a carico di uno dei difensori di Spaccino, Luca Gentili, per il reato di oltraggio a magistrato in udienza. Nell'arringa il legale aveva lamentato imprecisioni nelle indagini ritenute lesive per il proprio cliente.

20/5/2009 ore 6:15
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