18/11/2019 ore 07:44
Carabinieri del Noe smantellano un grosso traffico di batterie usate, quattro gli arresti
E' stato smantellato dai carabinieri un vasto traffico di batterie al piombo esauste. Quattro gli arresti per traffico illecito di rifiuti, 15 le persone denunciate e quattro le aziende coinvolte nell'indagine denominata 'Piombo', coordinata dalla Procura di Terni e condotta dai militari del Noe di Perugia. L'organizzazione era attiva in Umbria e Lazio, era capeggiata da un pregiudicato laziale che si avvaleva anche della collaborazione di cittadini stranieri, che ritiravano presso numerose autofficine le batterie esauste, rilasciando ai titolari copia di formulari di identificazione rifiuto (Fir) che da un successivo controllo sono risultati falsi: sia la ditta di trasporto che il sito di destinazione, effettivamente esistenti, erano risultati estranei ai fatti per non averli mai ricevuti. Il traffico di rifiuti accertato ha prodotto un profitto illecito stimato in circa 500mila euro; circa 8mila le tonnellate annue di batterie smaltite. Produttori, trasportatori e gestori di centri di rottamazione e raccolta di rifiuti, gestivano i flussi delle batterie esauste al piombo dalle autofficine e ricambisti del centro Italia (Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo) verso centri di rottamazione e raccolta di rifiuti laziali della provincia di Roma e Latina, attraverso la falsificazione, oltre che dei Fir, anche dei registri di carico e scarico, di documentazione e fatture. Le batterie passavano come rottami ferrosi. E venivano prelevate abusivamente dal pregiudicato che si qualificava come incaricato Cobat (Consorzio obbligatorio per le batterie esauste). Le accuse per tutti vanno dall'associazione a delinquere, all'attivitā organizzata per il traffico illecito di rifiuti, falso e altri reati ambientali. Gli arresti sono stati disposti dal Gip di Terni, Maurizio Santoloci, ed eseguiti dal Noe di Perugia, di Roma e reparto operativo tutela ambiente, con i militari di Terni, Subiaco, Tivoli e Aprilia. Diverse le perquisizioni sia domiciliari che in aziende, che hanno portato al sequestro delle batterie stoccate nei centri di raccolta e di copiosa documentazione, utile alle indagini.
12/5/2009 ore 20:01
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