14/11/2019 ore 19:42
Emergenza terremoto: Terni tende la mano all'Abruzzo e si offre per ospitare gli sfollati
Terni tende la mano a L'Aquila ed offre la propria disponibilità ad ospitare gli sfollati del terremoto. Il Comune di Terni, insieme all’Ater, è impegnato in un’opera di ricognizione delle possibili sistemazioni alberghiere e, più ancora, nella verifica delle disponibilità di alloggi popolari temporaneamente non utilizzati né ristrutturati ma impiegabili in condizioni di emergenza, nella eventualità di dover accogliere famiglie sfollate dalle aree terremotate dell’Abruzzo. L’iniziativa, stabilita a scopo preventivo ieri pomeriggio nel corso del vertice in Prefettura convocato dal dott. Sabatino Marchione, a cui hanno partecipato per il Comune l’Assessore alla Protezione civile Gianfranco Salvati e l’Assessore ai Lavori pubblici Alberto Pileri, è stata stamane oggetto di un lavoro di coordinamento tra il Sindaco Paolo Raffaelli, il Prefetto ed il Presidente dell’Ater Domenico Rosati. “Non ci sono al momento esigenze immediate – spiega Raffaelli – in quanto, in attesa dell’effettiva verifica delle situazioni di inabitabilità all’Aquila e in Abruzzo, l’orientamento è quello di convogliare i senza tetto verso le strutture alberghiere abruzzesi della costa adriatica. Non si può tuttavia escludere, vista l’enorme gravità del sisma, che sia necessario predisporre misure di accoglienza anche nella nostra città la quale, per via del collegamento ferroviario e stradale, è uno dei grandi centri più prossimi al cuore del terremoto: ci stiamo dunque predisponendo per essere pronti a fronteggiare un eventuale protrarsi dell’emergenza. Lo stesso impegno le città umbre, e Terni tra queste, lo metteranno per fronteggiare l’altro grande problema di residenza posto dal sisma, quello degli studenti stranieri e fuori sede. E’ chiaro che dopo il tragico crollo della “Casa dello studente” dell’Aquila e di gran parte degli appartamenti del centro storico, gli studenti fuori sede se ne torneranno, nella fase dell’emergenza, ai propri luoghi di residenza. C’è però il problema degli studenti stranieri i quali possono non essere in condizione di tornare provvisoriamente ai loro Paesi di origine. Ci daremo da fare, come città universitaria dell’Umbria, di concerto con l’ADISU, per dare un apporto di solidarietà anche su questo versante, qualora se ne ravvisasse la necessità”.
7/4/2009 ore 12:30
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