12/11/2019 ore 22:12
Terni: Enrico Melasecche (Udc) paragona i dieci anni della Giunta Raffaelli al "109esimo bombardamento subito dalla città"
Lo definisce "il 109esimo bombardamento della città". Non fa sconti Enrico Melasecche, consigliere comunale e regionale e candidato a sindaco per le prossime amministrative, nell'attaccare duramente il sindaco uscente Paolo Raffaelli ed i suoi assessori. "L’eredità che questa Giunta lascia alla città - dice Melasecche - è veramente penosa. Il Bilancio preventivo 2009, oltre ad essere la raffigurazione di una classe dirigente pasticciona e senza idee, frutto di un decennio di arrogante sicumera, riserva peraltro sorprese velenose. Sono stati dieci anni di perdite pesanti al posto di utili doverosi: cosa si può pretendere - si chiede l'esponente dell'Udc - da chi ha portato il servizio idrico, da un utile modesto ad un debito stratosferico? Cosa può derivare ad una città che, unica in Italia, riesce a fare perdere persino le farmacie comunali, obbligando i cittadini a ripianare sette anni di perdite consecutive? Eppure sono sette anni che proponiamo la soluzione Arezzo o ipotesi analoghe-. Quando l’Asm - osserva Melasecche - passa dal miliardo e mezzo di utili della Giunta Ciaurro all’asfissia attuale come può coprire il Comune una spesa corrente, sempre più rigida? Ricordo, inoltre, che il bilancio 2007 è falsato dal problema irrisolto della valutazione menzognera dell’inceneritore per 9 milioni di euro, che porta il bilancio reale ad una perdita enorme. E’ facile il calcolo della perdita secca di ricchezza nel decennio, basta moltiplicare l’utile medio annuo di una farmacia privata per il numero delle farmacie e per il numero degli anni. Sommare l’utile medio che altrove consegue una multiutility di una città delle stesse dimensioni di Terni e quello di una società di servizi come il Cmm per avere una differenza algebrica rispetto alla normalità non lontana da 45 milioni di euro". Melasecche parla poi di debito pubblico del Comune e di quello consolidato delle partecipate. "A causa dell’azione combinata dell’aumento della spesa corrente, dell’emissione dei BOC, della Finanza derivata, del differenziale utili/perdite di cui sopra, oggi il Comune ha un debito proprio e diretto pari ad oltre il doppio di quello ereditato, una sorta di macina al collo annua che impone, in assenza di un risanamento immediato quanto rigoroso delle partecipate, la vendita di un Mercato coperto all’anno. Una prospettiva angosciante che non sembra turbare più di tanto l’attuale inquilino di Palazzo Spada. Se si somma la quota parte del debito contratto dalle partecipate Sii, Asm, Cmm, si arriva ad un livello di indebitamento consolidato pari a circa il triplo rispetto al quello del 1999". Riguardo agli investimenti, Melasecche ritiene che "la situazione è oggi drammatica: dagli anni della dissipazione dovuta ad una politica pseudo keynesiana pompata dal turbo indebitamento da Boc, in cui si bitumava di tutto e di più, siamo arrivati, come necessaria conseguenza ad un calo a picco degli investimenti. Ciò porrà problemi gravi nei prossimi anni, proprio nel momento in cui si dovrà affrontare tutta una serie di opere pubbliche promesse ma mai realizzate: Palazzo dei Congressi e viabilità annessa, parcheggi esterni alla Strada dei Quartieri per dare una risposta seria alla costipazione di auto che già oggi imbrigliano il traffico, Centro Fieristico, Palazzetto dello Sport, Uovo di Ridolfi, celebrato nei convegni quanto misconosciuto, per trasformare Palazzo Spada da Palazzo della burocrazia a Museo nobile della Città. Ma l’elenco delle incompiute è lunghissimo con Palazzo Carrara abbandonato a se stesso, la Palazzina della ex Foresteria delle Acciaierie da riportare alla funzione per cui fu acquistata: centro pensante e simbolo del Polo Universitario". Melasecche conclude affermando che "le prospettive sono ben peggiori dell’oggi. Infatti alcune variabili determineranno condizioni di maggiore difficoltà a causa innanzitutto di una situazione di crisi dell’economia che vedrà purtroppo molte famiglie non protette da ammortizzatori sociali scendere al di sotto della soglia della povertà, almeno fino a quando un’azione coraggiosa quanto competente possa riportare Terni sulla strada dello sviluppo. Il crollo dell’edilizia è ormai un dato di fatto che a Terni si presenta con caratteristiche di un mercato ancor più fragile. Conseguenza diretta un taglio netto agli introiti della Bucalossi con cui è stata fin qui finanziata la spesa corrente. Con l'applicazione del 'Federalismo fiscale' ci sarà una riduzione certa dei trasferimenti dallo Stato. Tre voci di entrata subiranno un forte calo: le sanzioni dovute all’ingresso nella Ztl verranno ridimensionate dall’introduzione dei pannelli luminosi ai varchi elettronici; il recupero dell’evasione, ormai ridotta quasi a zero; la cessione del diritto di proprietà in vece di quello di superficie agli acquirenti case popolari, strumento già ampiamente fin qui sfruttato;
La prossima amministrazione si ritrova una spesa corrente ulteriormente irrigidita e per di più avrà una capacità di manovra ridotta quasi a zero. E’ per questo - conclude Enrico Melasecche - che solo e soltanto un forte rinnovamento dell’amministrazione potrà essere in grado di affrontare le sfide dei prossimi cinque anni, in termini culturali innanzitutto e valoriali. Idee, capacità e coraggio. Solo in questo modo Terni può risalire la china dall’attuale mediocrità, ritrovando coesione e voglia di scommettere sul futuro".
6/3/2009 ore 15:21
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