13/10/2019 ore 23:27
Blitz notturno della Finanza in un capannone, sorpresi 14 cinesi che lavoravano in nero, 6 erano clandestini
Lavoravano in nero e sei di loro erano addirittura clandestini. brillante operazione delle Guardia di Finanza di Amelia che ha sequestrato uno stabilimento manifatturiero nei pressi di Penna in Teverina, al cui interno ha sopreso 14 cittadini cinesi che lavoravano in nero. I finanzieri hanno posto sotto controllo un capannone nel cui piazzale, durante le ore notturne, c'era sempre un continuo andirivieni di furgoni ed autovetture. A seguito di una serie di accertamenti telematici e di ulteriori investigazioni ed appostamenti, veniva riscontrata all’interno dello stabilimento la presenza di una attività riconducibile a una donna cinese della zona. Gli ulteriori riscontri con la banca dati dell'anagrafe tributaria, consentivano di accertare che quanto ufficialmente dichiarato dall’azienda, non poteva coincidere con il reale volume di affari della stessa e negli inquirenti maturava il sospetto che in quel capannone doveva esserci per forza un utilizzo di manodopera in nero e clandestina. In piena notte, verso le 2, i militari della G. di F. hanno fatto irruzione nel capannone dove hanno bloccato il tentativo di fuga dei cinesi ognuno dei quali stava lavorando alle postazioni di cucitura site all’interno dello stabile. I militari constatavano inoltre che, oltre che alla presenza di persone in attività di lavoro, ve ne erano altre che dormivano in condizioni igieniche assolutamente precarie, in alcune stanzette attigue alla sala lavorazione e nei corridoi. Non sfuggiva agli occhi dei finanzieri la presenza di carcasse di topi morti e altri vivi che scorrazzavano nella zona adibita a cucina. L’intervento consentiva di accertare la presenza di 18 lavoratori cinesi, dei quali 14 completamente in nero in quanto non assunti regolarmente. Accompagnati in questura per l’identificazione, 6 di questi risultavano essere clandestini e quindi venivano immediatamente muniti di un ordine di espulsione; due di essi venivano accompagnati al centro di Ponte Galeria. Il titolare dell’azienda risultava irreperibile ma veniva comunque denunciato alla Procura della Repubblica di Terni per il reato di favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina. I finanzieri hanno posto sotto sequestro lo stabilimento di circa 1.000 mq, 42 postazioni di cucitura per capi di abbigliamento, 4 postazioni professionali dedicate alla stiratura, 2 macchinari per la rivettatura di bottoni e fermagli e 150 capi di abbigliamento gia confezionati e pronti per la consegna.
(Nella foto alcuni dei cinesi sopresi dai finznaieri all'interno del capannone)



2/3/2009 ore 13:01
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