12/12/2019 ore 05:20
Aveva sottratto ben 300.000 euro al Fisco, la cinese arrestata un anno fa per sfruttamento di manodopera clandestina
Trecentomila euro di ricavi sottratti al Fisco. Ammonta a questa cifra la truffa portata avanti dalla cittadina cinese arrestata una anno fa a Penna in Teverina con l'accusa di sfruttamento di manodopera clandestina. Nel corso di questo anno le indagini sono state portate avanti dagli agenti del nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Terni. Come si ricorderà nel corso della operazione i finanzieri del Nucleo di Terni, durante la notte, avevano fatto irruzione all’interno di un capannone dove erano state sorprese una quindicina di persone tutte di nazionalità cinese, intente al lavoro su telai e macchine per cucire; di queste ben undici risultaarono clandestine, non in regola con il permesso di soggiorno e tanto meno con le norme sul lavoro.
Era pertanto scattato l’arresto della titolare per sfruttamento di soggetti in situazione di illegalità e il provvedimento di espulsione dal territorio nazionale per gli undici lavoratori in nero. Successivamente venivano avviate una serie di verifiche fiscali da parte della Guardia di Finanza di Terni, attraverso l’esame della documentazione acquisita in sede di perquisizione, nonché di controlli nei confronti dei fornitori e dei clienti dell’azienda clandestina.
L’attività certosina della Guardia di Finanza, che ha interessato anche una serie di soggetti economici sia italiani che cinesi presenti soprattutto in Toscana e Lazio, ha consentito di contestare alla titolare dell’azienda oltre 300mila euro di ricavi nascosti al Fisco, imposta sul valore aggiunto evasa per circa 60mila euro ma ha anche permesso di accertare che la ditta cinese si prestava in un caso a un giro di fatture fasulle. Sono in corso anche le procedure per tentare di addivenire al sequestro di eventuali beni posseduti dai soggetti sottoposti a controllo.
30/10/2008 ore 12:20
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