10/12/2019 ore 09:38
Sanità: è fortemente presente anche in Umbria il problema dell'obesità, allo studio campagne informative per prevenire il fenomeno
“In Umbria le condizioni della popolazione rispetto alle problematiche dell’obesità e del sovrappeso non si discostano dal trend europeo e nazionale. Per questo motivo il nuovo Piano sanitario regionale dedicherà particolare attenzione al problema a partire da un’attenta valutazione e sorveglianza del fenomeno”. Lo ha affermato l’assessore regionale alla sanità, Maurizio Rosi, intervenendo al seminario promosso dal Servizio prevenzione della Direzione regionale sanità della Regione Umbria in occasione dell’”Obesity day”. “Nell’ottica della prevenzione e valutazione del fenomeno si inserisce il progetto nazionale di sorveglianza ‘Okkio alla Salute’, al quale la Regione Umbria ha aderito con i Servizi di igiene degli alimenti e della nutrizione dei dipartimenti di prevenzione in collaborazione con 57 scuole del territorio umbro. Il progetto – ha detto l’assessore Rosi – si pone l’obiettivo di stimare con periodicità biennale la prevalenza di sovrappeso e obesità nei bambini italiani che frequentano la scuola elementare con lo scopo di ottenere per ciascuna regione informazioni utili non solo alla costruzione di profili di salute, ma per avviare iniziative appropriate, monitorando l’efficacia degli interventi messi in campo dal servizio sanitario”. Durante l’incontro è stato evidenziato che circa il 60 per cento dell’onere della spesa sanitaria in Europa è rappresentato dalla cura di patologie attribuibili a soli sette fattori principali quali ipertensione, fumo, alcol, ipercolesteremia, sovrappeso, basso consumo di frutta e verdura, inattività fisica. Per tale ragione è stato messo a punto un sistema di sorveglianza condiviso (“Passi”) a livello nazionale che prevede la raccolta, analisi e diffusione dei dati a livello locali. Lo studio “Okkio alla Salute” ha coinvolto 61 classi con un numero complessivo di bambini iscritti pari a 1098. Di questi 1054 (96per cento) sono stati coinvolti direttamente nella rilevazione, mentre il restante 4 per cento non ha ricevuto l’autorizzazione da parte dei genitori. Dall’analisi dei dati emerge che il 10,6 per cento dei bambini risulta obeso, il 23,6 per cento sovrappeso e il 65,8 normopeso. Complessivamente il 35 per cento dei bambini presenta un eccesso ponderale che comprende sia sovrappeso che obesità. Se la prevalenza di sovrappeso e obesità riscontrata viene riportata a tutto il gruppo di bambini tra i 6 e gli 11 anni residenti in Umbria, il numero di bambini con eccesso ponderale sarebbe pari a 14mila640 di cui 4.549 obesi. Per quanto riguarda le abitudini alimentari è emerso che solo il 65 per cento dei bambini fa una colazione qualitativamente adeguata (proteine e carboidrati), mentre l’11 per cento non la fa e il 24 per cento non rispetta un corretto stile alimentare. Particolarità: la prevalenza di chi non fa colazione è più alta nei bambini le cui mamme hanno titoli scolastici bassi (elementare e media inferiore). Ciò vale anche per il consumo di frutta e verdura assunti come raccomandato dalle linee guida sulla sana alimentazione e cioè 5 porzioni al giorno, solo dal 3 per cento dei bambini, mentre il 34 per cento ne consuma una sola porzione e il 18 per cento mangia frutta e verdura meno di una volta al giorno o mai nell’intera settimana. Inoltre, il 24 per cento del campione assume bevande zuccherate una volta al giorno e il 17 per cento più volte al giorno. Alla domanda “se il giorno precedente alla rilevazione il bambino aveva svolto attività motoria a scuola, strutturata o all’aperto nel pomeriggio”, ha risposto positivamente il 76 per cento. Di questi, il 60 per cento aveva giocato all’aperto, il 35 per cento aveva fatto attività sportiva strutturata.
Più complesso invece il rapporto con Tv e videogiochi e Pc: il 53 per cento dei bambini secondo le risposte dei genitori, guarda la TV o usa videogiochi da 0 a due ore al giorno, mentre il 39 per cento è esposto quotidianamente alla TV e videogiochi per 3 o 4 ore e l’8 per cento per almeno 5 ore. Complessivamente il 56 per cento dei bambini ha un televisore nella propria camera. Per quanto riguarda la partecipazione della scuola all’alimentazione dei bambini il rapporto evidenzia: il 56 per cento delle scuole campionate ha una mensa scolastica che, nel 66 per cento dei casi è aperta almeno 5 giorni a settimana e utilizzata dal 68 per cento degli alunni. La definizione del menù scolastico è stabilita da un responsabile comunale seguito da un esperto dell’Asl di riferimento, di un’azienda appaltatrice o dietista esterno. Negli anni recenti è cresciuto il numero di scuole che hanno avviato distribuzione di alimenti, frutta, latte o yogurt, allo scopo di integrare l’alimentazione degli alunni anche a fine educativo. Mentre i distributori automatici di merendine o bevande zuccherate sono presenti nel 31 per cento delle scuole e, nella maggior parte dei casi, non sono direttamente accessibili ai bambini. Per quanto riguarda l’attività scolastica di 2 ore settimanali la maggior parte delle scuole ha dichiarato di rispettarle.
3/11/2008 ore 5:13
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