08/08/2020 ore 13:58
Sanità: si teme che anche gli umbri per risparmiare sulle spese odontoiatriche vadano a farsi curare nei paesi dell'Est
Croazia, Polonia, Albania, Slovenia, Romania, Ungheria sono le mete scelte da un sempre maggior numero di italiani per effettuare cure odontoiatriche a costi accessibili. Ad evidenziarlo è il capigruppo di Prc-Se in Consiglio regionale, Stefano Vinti che cita le tariffe praticate in questi paesi, oggetto di un turismo medico’ che trae origine “dalla impennata dei prezzi e dal crollo del potere di acquisto di salari e pensioni”, e che consente ai pazienti di risparmiare fino al 50 per cento rispetto ai dentisti italiani”. Insieme alle ordinarie visite guidate alle bellezze storico – artistiche, spiega Vinti, “si programmano interventi per la diagnosi e la cura dei denti, con una spesa che nella offerta promozionale per i pensionati dello Spi–Cgil di Trieste è di: 45 euro per un’otturazione, 620 per una protesi di 14 denti ed 800 per un impianto al titanio”. Per evitare che “anche l’Umbria venga interessata dal fenomeno del pendolarismo odontoiatrico che si sta espandendo a macchia d’olio in Italia e in Europa”, lo stesso Vinti sollecita “l’urgente l’applicazione della legge regionale sulla odontoiatria pubblica di qualità, approvata dal Consiglio regionale, su iniziativa di Rifondazione comunista e che ha già fatto proseliti anche in altre realtà come la Regione Lazio”. Dopo aver ricordato che la legge umbra, “da noi proposta per abbattere i costi di un servizio che in Umbria è tra i più richiesti e soprattutto perché garantisce uno studio professionale in ogni presidio sanitario territoriale”, Vinti cita il recentissimo rapporto Sanità 2007 del Ceis nel quale si afferma che, “il 4,1 per cento delle famiglie italiane è stato costretto a contrarre debiti per far fronte ad urgenti ed indispensabili cure mediche e che sono in particolare quelle di natura odontoiatrica che hanno inciso maggiormente sui bilanci dei nuclei familiari a più basso reddito, talvolta dissestandoli irreparabilmente”. Rifondazione Comunista dell’Umbria, aggiunge Vinti, “aveva già da tempo, e ben prima delle stime ufficiali, sollecitato la creazione di un servizio pubblico per l’erogazione a largo raggio di queste prestazioni, al costo previsto dal tariffario ufficiale predisposto dal ministero della Salute”. Tutto questo in un Paese nel quale “l’intervento pubblico in tema di assistenza odontoiatrica è praticamente simbolico e ciò spiega la crescita abnorme degli studi medico-dentistici privati che, rispetto al prezzario statale, applicano tariffe fino cinque volte superiori”. In ultimo il capogruppo di Prc critica il Governo Berlusconi, ricordando “le promesse del 2002 a proposito di 800 mila dentiere gratuite: aria fritta, a fronte delle 7.000 pagate con il contributo della Regione Lazio a patto di avere 65 anni di età e solo cinque denti”.
7/10/2008 ore 5:38
Torna su