23/02/2020 ore 02:39
Statistiche: per Gianluca Rossi (PD), va salutato positivamente l'inserimento dell'Umbria tra le regioni più economicamente virtuose
Il capogruppo regionale del Pd, Gianluca Rossi, commenta l’indagine pubblicata nei giorni scorsi sul quotidiano economico il "Sole 24 Ore", riguardante la graduatoria dei redditi di regioni, province e comuni, che “conferma il dato allarmante di un paese spaccato in due’". "Ci sono - afferma Rossi - regioni più virtuose, che quindi accumulano reddito (prevalentemente localizzate nel Nord-ovest) e le regioni del Mezzogiorno, che arretrano in modo preoccupante. In questo quadro – continua Rossi - va salutato con assoluto piacere il dato umbro che colloca la nostra regione all’ottavo posto con un incremento del 3,2 per cento nel periodo 1999 - 2007, superiore al dato di regioni come Veneto e Trentino Alto Adige. Nell’analisi del dato regionale – prosegue - la città di Terni segna un incremento di reddito, sempre riferito al periodo su indicato, di oltre il doppio della media nazionale e di oltre un terzo superiore all’incremento registrato dalle regioni del centro Italia. L’indagine conferma le preoccupazioni di un paese a rischio implosione, quindi – secondo il capogruppo regionale Pd - chi si occupa di federalismo fiscale deve guardare a questi dati con occhi attenti e responsabili. Il contribuente medio napoletano ha perso il 6,6 per cento in otto anni, quello palermitano il 5,2 per cento e quello crotonese il 18,7. In un fisco federale – sostiene Rossi - la colonna delle entrate localizzate sul territorio è dato cruciale e più si allargano le differenze più diventa difficile applicare a tutta l’Italia un meccanismo che lasci ‘in casa’ una quota significativa di risorse senza condannare alla bancarotta intere regioni e alla rottura dell’unità nazionale il paese”. “Per queste ragioni – conclude il capogruppo regionale Pd - siamo disponibili a discutere di un processo riformatore che dia più autonomia agli Enti locali e alle Regioni, in un rapporto diretto con i cittadini e dentro un quadro di riferimento che non abbandoni il Paese al suo destino, illudendo le Regioni più forti economicamente o più virtuose di poter avere dei vantaggi dalla rottura dell’unità nazionale e del suo carattere solidaristico ed universale”.
23/8/2008 ore 5:48
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