23/11/2019 ore 00:24
Argentario: ragazzi ternani isolati per una notte intera e aggrappati agli scogli in mezzo al mare in burrasca
Brutta avventura per quattro ragazzi ternani che sono rimasti isolati per una intera notte su uno scoglio, minacciati da onde altissime e rischiando di essere risucchiati dal mare in tempesta. Il fatto è accaduto all'Argentario il giorno di Ferragosto ed ha visto protagonisti sette turisti, umbri e lombardi, che sono stati salvati all’alba di sabato 16 agosto grazie all'intervento delle squadre speciali dei vigili del fuoco di Grosseto e di Orbetello. I soccorritori si sono calati da un’altezza di circa 80 metri, sfidando la pioggia battente ed il forte vento, e hanno trascorso la notte con i sette turisti tra i quali c'era anche una donna incinta di sette mesi. I quattro giovani ternani protagonisti della singolare avventura che si è risolta per fortuna a lieto fine hanno una età compresa tra i 26 ed i 30 anni ed insieme a loro c'erano anche altri giovani, tra i 25 ed i 36 anni di Roma e di Milano. Tutto è cominciato nel tardo pomeriggio di Ferragosto a Cala di Gesso dell’Argentella, località situata a metà strada tra Porto Santo Stefano e Porto Ercole, dove si trovano sentieri a picco sul mare che conducono a piccole baie di straordinaria bellezza e che d’estate vengono prese d’assalto dai vacanzieri. I sette giovani avevano deciso di raggiungere la zona poco prima delle 16. Secondo il racconto dei protagonisti "il mare era un pò mosso ma non era in tempesta, tanto che eravamo riusciti a passare senza problemi sul sentiero che porta ad alcuni scogli e ad un anfratto. Poi in cinque minuti si è scatenato l’inferno e il sentiero per il ritorno è stato invaso dal mare. Poco dopo le 17 il vento ha iniziato a soffiare fortissimo e le onde hanno raggiunto sei metri di altezza". "Gli schizzi addirittura superavano i quindici metri – hanno riferito i vigili del fuoco – e c’era pericolo che le onde potessero raggiungere le persone che si trovavano più in basso". I malcapitati hanno avuto la prontezza di aggrapparsi ad una roccia e nel trambusto qualcuno ha anche perso i proprio telefonino finito in mare, ma per fortuna tutti sono poi riusciti a raggiungere la parte più alta dello scoglio. "La prima ora è stata quella più drammatica – hanno raccntato i giovani - perché non sapevamo se il mare si sarebbe gonfiato ancora. Avevamo paura che le onde ci raggiungessero. Per fortuna i telefonini funzionavano perfettamente e abbiamo chiamato i soccorsi". Le operazioni, alle quali hanno partecipato vigili del fuoco e uonini della Capitaneria di Porto, sono state coordinate da Geremia Coppola, vice comandante dei vigili del fuoco di Grosseto. In un primo momento ha tentato di intervenire una motovedetta della capitaneria di Porto Santo Stefano, ma il mare in burrasca e gli scogli hanno fatto decidere per un’altra soluzione. Così è stato compiuto un intervento via terra con la Saf, la squadra speleo alpino fluviale specializzata in salvataggi di questo tipo. I soccorritori hanno trascorso la notte con i sette turisti e poi all’alba il mare si è calmato e il sentiero è tornato praticabile.

17/8/2008 ore 1:28
Torna su