17/11/2019 ore 11:39
Terni: i giardini pubblici della città presentano molte insidie nascoste, la denuncia di Francesca Consiglio del Comitato diritti dei bambini
Giardini pubblici nel degrado. A segnalare una serie di problemi che obiettivamente non sono affatto da prendere sotto gamba è Francesca Consiglio, presidente del Comitato per i diritti dei bambini di Terni, la quale si riferisce in modo particolare alla situazione che si registra presso i giardini di via Campofregoso. "Il parco - scrive la Consiglio in un comunicato stampa - presenta gravi situazioni di degrado che possono determinare dei forti rischi per l’incolumità dei tanti bambini che ogni giorno affollano questi spazi. La condizione generale - continua Francesca Consiglio - è a dir poco disastrosa a causa di sporcizia e rifiuti sparsi un po’ ovunque; la vegetazione è incolta, la fontana sembra essere abbandonata da anni e nei suoi pressi sono presenti delle cavità (non visibili e della misura di un piedino) adiacenti ad un tombino parzialmente coperto dall’erba. Facile immaginare cosa potrebbe accadere se qualche bambino dovesse inavvertitamente finirci dentro. La situazione di pericolo più grave è però in quella porzione del parco, adiacente al fiume, all’altezza di via dell’Argine. Qui - spiega la presidente del Comitato che tutela i bambini -, parte della recinzione è stata divelta e ci sono diversi punti in cui è facile sprofondare in un dirupo a strapiombo sul fiume. I pochissimi parchi cittadini dovrebbero essere, per i bambini e le loro famiglie, delle oasi felici in una città come la nostra assediata dall’inquinamento e dal traffico, in realtà sono spesso fonte di pericolo a causa dell’incuria di chi dovrebbe gestirli e vengono lasciati in mano a vandali che ne fanno scempio".
Neanche un paio di mesi fa la notizia di un bambino punto da una siringa nei giardini di Collerolletta, più recente la protesta di alcuni residenti del quartiere Cesure per la condizione del loro parco di nuovo assediato dalla sporcizia e dagli escrementi dei cani.
Perché bisogna sempre arrivare a situazioni limite prima di intervenire?
Perché il patrimonio della collettività non viene curato e valorizzato costantemente invece di aspettare ogni volta il recupero ex novo?

Francesca Consiglio
Presidente Comitato per i Diritti dei Bambini
31/7/2008 ore 5:17
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