24/10/2019 ore 02:01
Calvi dell'Umbria: indagini della Procura su presunte mazzette girate intorno al progetto di ristrutturazione del monastero
Le ragioni del "dio denaro" hanno violato uno dei templi sacri più suggestivi del cuore verde d'Italia. L'inchiesta sulla presunta "appaltopoli ternana" ha preso il via da un esposto su lavori di ristrutturazione del monastero delle Missionarie e Nostra Signora di Fatima di Calvi dell'Umbria. Per l'assegnazione di questi lavori sono indagate, per corruzione, quattro persone: tre funzionari della Soprintendenza ai Beni Culturali e Artistici dell'Umbria ed il titolare della ditta edile che avrebbe dovuto eseguire i lavori. Il sospetto è che l'imprenditore abbia pagato delle mazzette per poter ottenere i lavori. Gli appalti e le concessioni al centro dell'inchiesta avviata dal procuratore di Terni, Fausto Cardella, e condotta dalla Guardia di Finanza di Terni, sembrano però essere molti di più. Solo deduzioni, al momento. La documenta- zioni acquisiti nel corso delle perquisizioni effettuate nei giorni scorsi presso gli uffici della Soprintendenza di Orvieto e Perugia riguarderebbero, infatti, un arco temporale di tre anni, dal 2004 al 2006. Sull'inchiesta vige in riserbo più assoluto. Indiscrezioni, non confermate né smentite, indicano come destinatario di uno dei quattro avvisi di garanzia il funzionario della Soprintendenza di Orvieto Giuseppe Davanzo. Anche in questo caso si tratta di deduzioni dettate dal fatto che la casa e l'ufficio del funzionario siano stati oggetto delle perquisizioni. Gli altri due avvisi di garanzia avrebbero invece raggiunto colleghi di stanza nel capoluogo umbro. E' da Perugia che sarebbe partito infatti il bando per i lavori ed è sempre Perugia che avrebbe dato l'ultimo placet al progetto di ristrutturazione dell'antichissimo monastero.
(Fonte Giornale dell'Umbria)

(Nella foto il monastero di Calvi)
25/7/2008 ore 15:33
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