17/07/2019 ore 14:47
Emergenza sangue: appello dall'Avis affinchè in Umbria non si arrivi a dover fronteggiare situazioni di difficoltà
“Il gap negativo della donazione di sangue in Umbria è ancora sotto controllo, ma può trasformarsi, soprattutto nei mesi estivi, in un problema estremamente grave, non tanto per le ‘urgenze garantite’, ma soprattutto per la ‘chirurgia programmata’”. Lo ha detto l’assessore alla Sanità della Regione Umbria Maurizio Rosi, intervenendo stamani a Perugia alla conferenza-stampa organizzata a Palazzo Donini per parlare dell’emergenza-sangue in Umbria ed illustrare i dati relativi alle donazioni in questi primi mesi del 2008. All’incontro con i giornalisti erano presenti tutti i direttori delle Aziende ospedaliere dell’Umbria e rappresentanti dell’Avis regionale. “In questi anni – ha proseguito Rosi -, anche grazie alla collaborazione di altri enti ed associazioni di volontariato e a mirate campagne di sensibilizzazione, abbiamo fatto molto, ma oggi dobbiamo fare ancora di più con il sostegno di tutti, in particolare degli organi di stampa. Il fabbisogno di sangue – ha aggiunto l’assessore - è in continua crescita per gli interventi chirurgici sempre più complessi ed è indispensabile in numerose situazioni di emergenza e per l’aumento delle malattie croniche, dovute all’invecchiamento della popolazione. L’emergenza è dettata anche dal fatto che in Umbria sono aumentati i centri di eccellenza e sono nati nuovi servizi che hanno portato ad un aumento della richiesta. Dobbiamo evitare quello che sta accadendo in Lombardia e all’ospedale di Careggi a Firenze”. Secondo i dati forniti dall’Avis regionale, il primo semestre 2008 ha registrato un +3 per cento rispetto al 2007, contro un 5 per cento richiesto dal Piano di autosufficienza nazionale e un +10 per cento delle domande. In particolare, c’è stato un saldo negativo nel mese di giugno rispetto a maggio. In questo quadro Perugia presenta un dato negativo dello 0,8% rispetto al 2007. Suddividendo l’Umbria per Asl, risulta che nei primi sei mesi la più attiva sia stata l’Azienda numero 4 di Terni, con un incremento del 7,11% rispetto al 2007, mentre il Perugino è cresciuto solo del 4,76%. Tra gennaio e giugno le Aziende sanitarie hanno inoltrato 46mila richieste, ma l’Avis, attraverso la raccolta periodica, è riuscita a soddisfarne soltanto 39mila. “Considerando che l’estate è sempre molto critica – ha detto Andrea Casale, vice presidente regionale dell’Avis – chiediamo un maggiore impegno ai nostri soci e ai cittadini non ancora donatori. In questi ultimi mesi, l’Avis, attraverso l’Anci, ha chiesto sostegno a tutti i Comuni dell’Umbria. È nato un progetto che prevede varie strategie, ma siamo coscienti che è necessario potenziare le varie campagne di informazione e un maggiore coordinamento tra le istituzioni coinvolte”.
In Umbria le donazioni sono 47 ogni 1000 abitanti, mentre nel resto d’Italia la media é di 38 ogni 1000 abitanti. In Portogallo e in Danimarca sono, rispettivamente, 18 e 83 su 1000. Presso le Aziende sanitarie dell'Umbria sono attivi quattro Servizi Immunotrasfusionali (SIT), che operano in stretto raccordo con le 15 Unità di raccolta del sangue presenti nei principali Comuni e con l'Associazione AVIS: in particolare i SIT sono a Perugia (Azienda Ospedaliera Policlinico Monteluce, via Brunamonti, tel. 075 5783884-3342), a Terni (Azienda Ospedaliera S. Maria, via Tristano di Joannuccio, tel. 0744 205521-22), a Foligno (Presidio ospedaliero Foligno-Spoleto ASL3, via dei Molini, tel. 0742 339360-61) e a Città di Castello (ASL 1, presso l’ospedale di via Pedemontana voc. Chioccolo, tel. 075 8509682).

19/7/2008 ore 5:44
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