20/07/2019 ore 21:42
Comunità Montane: dai consiglieri regionali Melasecche (Udc) e Traccheggiani (La Destra), la proposta di abolirle definitivamente
“Se l’Umbria non affronta con maggiore coraggio il problema della razionalizzazione della macchina pubblica, rischia di perdere quel treno che il federalismo imporrà comunque a tutti. Il conservatorismo attuale che vede riforme minimali volte più al mantenimento di stratificazioni varie del potere e del mantenimento del consenso non serve: grava sulla nostra gente, sulle imprese sane, costituisce un freno allo sviluppo di cui la società umbra e la sua economia hanno viceversa enorme bisogno”. Lo ha dichiarato, il consigliere regionale Enrico Melasecche (Udc). Il testo, suddiviso in 5 articoli, prevede l'abrogazione della legge regionale 10/2008 “Misure di razionalizzazione in materia di Comunità Montane”, la soppressione di tutte le Comunità esistenti in Umbria e la riassegnazione delle competenze alle Province di Perugia e Terni. Il personale degli enti cancellati verrà assegnato agli enti locali (Regione, Province e Comuni), conformemente alle effettive funzioni e professionalità, alle necessità organiche e nel rispetto dei relativi accordi sindacali. Questo personale, una volta cessato il nuovo incarico per raggiunti limiti d'età, non potrà essere rimpiazzato. Entro un mese dall'approvazione della legge è prevista l'istituzione in ognuna delle due Province di una Conferenza permanente con la partecipazione di cinque rappresentanti dei Comuni più popolosi, di cinque Comuni medio piccoli oltre a cinque rappresentanti delle associazioni agricole riconosciute. Seguendo i “più moderni principi di sussidiarietà” e con l'accordo dei partecipanti alla Conferenza, sarà possibile delegare alle stesse associazioni le misure che saranno individuate nel piano di intervento provinciale (le stesse associazioni dovranno unitariamente predisporre un bando di gara pubblico, favorendo massimamente i principi del libero mercato e della concorrenza). Nessun compenso è previsto per i soggetti, ancorché pubblici, della Conferenza permanente provinciale. “Questa legge – ha spiegato Melasecche – è una proposta aperta a tutte le forze politiche che vorranno unirsi a noi in questa battaglia e parte dalla constatazione che la riforma avviata delle Comunità montane è così minimalista da servire a ben poco. Le funzioni in tema di tutela del territorio, promozione dell’agricoltura, bonifica, irrigazione, caccia sono oggi ripartite fra troppi soggetti, con duplicazione e triplicazione di competenze che hanno creato sovrastrutture costose ed inefficienti che spesso non riescono neanche a pagare puntualmente gli stipendi ai propri dipendenti. Esistono casi vergognosi di spreco di ingenti risorse pubbliche su iniziative del tutto discutibili come quella del Consorzio Agrobioforest di Terni, attivato da quella Comunità montana, con una perdita secca di oltre 1 milione di euro in soli due anni, una iniziativa improntata alla leggerezza ed al conflitto di interessi fra controllori e controllati. E’ per questo – ha detto - che riteniamo doveroso sollecitare un dibattito aperto ma chiaro, sia nella sinistra che nella destra che porti a razionalizzare l’intero settore con snellimenti e risparmi che riteniamo di rilevante entità”. Una semplificazione che, secondo il consigliere Udc, dovrebbe passare attraverso un forte ricorso alla sussidiarietà, coinvolgendo quindi i privati per ottenere servizi migliori ad un costo inferiore per la collettività. “Il Governo Prodi – ricorda Melasecche - aveva tentato con alcune riforme proposte dai ministri Lanzillotta e Bersani di modernizzare alcuni settori imbalsamati del Paese ma è stato più un effetto annuncio che, alla luce delle difficoltà incontrate anche all’interno del proprio schieramento, si è risolto in ben poca cosa. L’attuale Governo si avvia alla riforma essenziale dei servizi pubblici locali, in modo da chiudere con la prassi, cui l’Umbria è da decenni abituata, di usare agenzie, società partecipate, consorzi pubblico/privati, per impedire un confronto serio e consentire l’abbattimento costi enormi che la politica ha finora imposto ad attività produttive e famiglie che, in queste condizioni, hanno difficoltà sempre maggiori. Entro il 2010 – osserva il consigliere regionale - si dovranno espletare in Italia circa 850 gare per rimettere in discussione appalti assegnati fino ad oggi comodamente in house a soggetti pubblici. L’Umbria non può attendere passivamente di subire questo processo ma deve fin d’ora anticiparlo ed intraprendere la strada della modernizzazione se non vuol rimanere fanalino di coda del centro nord”.
"Le Comunità montane - ha detto Aldo Traccheggiani (La Destra) -, sono così inutili che la popolazione non si rende conto nemmeno delle funzioni che svolgono. Sono nate in epoca di vacche grasse per appagare gli appetiti di politici non altrimenti collocabili. Ma oggi che l’Umbria è chiamata a fare i conti con le serie difficoltà in cui verrà a trovarsi con il federalismo, la loro soppressione diventa ineluttabile". "Mi auguro - ha aggiunto - che tale proposta venga approvata e sia l’inizio di una feconda stagione caratterizzata dalla soppressione di tanti altri enti inutili che sono ben noti ad una classe politica famelica e poco interessata al bene comune. Così facendo si risanerebbero le finanze pubbliche dissanguate convogliando più risorse verso quei cittadini più deboli e bisognosi di cui troppo spesso ci si riempie la bocca soltanto nei periodi elettorali e poi silenzio”. Dopo aver ricordato che le Comunità montane sono state definite “ente non necessario” dalla Corte costituzionale, e che personalmente si è battuto fin dall’inizio perché non venissero realizzate, sul futuro di questi enti da cancellare Tracchegiani osserva: “Una volta soppresse le indefinite funzioni e le fumose competenze che oggi hanno potranno essere svolte più adeguatamente dalle Province senza alcun problema, né per la gestione delle zone montane e di certo non per i dipendenti che avranno comunque garantita l’occupazione negli altri enti”.
21/7/2008 ore 4:45
Torna su