20/08/2019 ore 03:11
Terni: i dati emersi dai rilevamenti fatti su ambiente e salute dicono che sono in aumento i tumori, ma si è allungata la vita media dei cittadini
Si è svolta nella sala del Consiglio provinciale di Palazzo Bazzani la Conferenza stampa di presentazione del 1° rapporto dell’Osservatorio provinciale sull’Ambiente e la Salute in provincia di Terni. All'incontro hanno partecipato il Presidente della Provincia, Andrea Cavicchioli, l’Assessore provinciale all’Ambiente, Fabio Paparelli, il prof. Lamberto Briziarelli dell’Università di Perugia, il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl n. 4 di Terni, Guglielmo Speranzoni, il responsabile dell’Unità operativa di epidemiologia e biostatistica, sempre dell’Asl n. 4, Marco Cristofori, il Direttore generale dell’Ospedale Santa Maria di Terni, Gianni Giovannini, il Direttore dell’Arpa di Terni, Adriano Rossi, Leonardo Bartolucci, dell’Ordine provinciale dei Medici, e Raffaello Falchi, della sezione di Terni della Società italiana di Medicina generale. Secondo il rapporto la popolazione ternana risulta una delle più longeve d’Italia, con oltre 77 anni di vita media per i maschi e 83 per le donne. Sul versante della mortalità si registra un calo molto sensibile, tanto nei maschi che nelle femmine, anche se si riscontra un aumento del numero dei malati di tumore, dovuto soprattutto alla crescita della vita media. Taluni dati registrano una crescita di particolari neoplasie nella nostra provincia superiore a quella che si verifica in altre parti della regione e in Italia, crescita che è diversa fra i due sessi. Tuttavia occorre rilevare che, in Umbria, a situazioni socio-economico-ambientali molto differenti fra loro, corrispondono andamenti omogenei nell’incidenza di particolari neoplasie. Sempre in tema di neoplasie, nel nostro territorio si deve tener conto anche della presenza di una consistente percentuale di anziani. In ordine di frequenza ai primi posti per i maschi figurano i tumori della pelle, del polmone, della prostata, della vescica e del colon; per le femmine quelli della mammella, della pelle, del colon, del polmone, dell’ovaio. Questa classifica è identica per la città di Terni e per l’intera Asl n. 4. Nei maschi di età inferiore a 74 anni l’incidenza tumorale è pressoché omogenea rispetto a quella registrata nella regione ed anzi, come nel caso dell’Asl n. 1 (Alto Tevere Umbria) presenta, per numerose neoplasie, dati di incidenza inferiori, così come avviene in rapporto ad alcuni comuni dell’Alta Valnerina. Per quanto riguarda le neoplasie del polmone si registra un aumento nelle donne, dovuto soprattutto, come è stato spiegato in conferenza stampa, alla crescita del consumo di sigarette. Per ciò che concerne la crescita nel numero dei tumori alla mammella, mentre non si può escludere che vi sia un reale incremento complessivo dell’incidenza, registrata in tempi recenti nelle classi di età più giovani, ciò potrebbe dipendere anche dalla diffusione delle diagnosi precoci effettuate mediante gli screening mammografici. Nel corso della conferenza stampa si è parlato anche di inquinamento ambientale. Sul versante dell’inquinamento atmosferico è stato sottolineato che esso è legato alla presenza di polveri sottili, di biossido d’azoto, di ozono e di altre sostanze che possono determinare la comparsa di tumori maligni (benzene, idrocarburi policiclici aromatici, benzopirene; metalli pesanti presenti nelle polveri sottili). A fronte di miglioramenti costanti fatti registrare nel corso degli ultimi 15 anni per biossido di zolfo, ossido di carbonio, benzene, idrocarburi policiclici aromatici, piombo ed altri metalli, si osserva come i dati relativi a biossido di azoto e ozono, pur non raggiungendo livelli di allarme, sono stati quelli che più spesso hanno fatto registrare valori vicini ai limiti di legge, con numerosi superamenti del livello di attenzione nel periodo estivo per l’ozono sia a Terni che a Narni. Sotto l’aspetto normativo e sanitario la situazione più preoccupante, comune tuttavia a molte altre realtà urbane italiane, è quella relativa alle polveri fini, in specie dopo l’abbassamento dei limiti di legge entrati in vigore con le nuove norme che si uniformano a quelle dell’Unione europea. “Le polveri fini – ha spiegato il professor Briziarelli – possono contenere inquinanti cancerogeni anche se non è sempre così. La loro pericolosità è dovuta soprattutto alle patologie, non tumorali, legate alle vie respiratorie”. Gli intervenuti hanno inoltre confermato i risultati dello studio prodotto recentemente dalla Provincia di Terni, secondo il quale i fattori di maggiore inquinamento atmosferico derivano nell’ordine da traffico, industria e riscaldamento.

24/6/2008 ore 12:31
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