20/08/2019 ore 03:36
Terni: i risultati delle operazioni messe a segno nei primi mesi del 2008 dalla Guardia di Finanza che ha festeggiato oggi il suo 234° anniversario
E' stato ricordato oggi nei locali della caserma "Petrucci" di Terni il 234° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza. Nel corso della cerimonia è stata celebrata una messa in onore dei caduti del Corpo. La ricorrenza ha dato l’occasione per un breve richiamo dei risultati conseguiti dai 144 finanzieri impegnati in provincia, nelle sedi del capoluogo, di Orvieto e di Amelia, nei primi cinque mesi del 2008. A seguito di 265 verifiche fiscali svolte nei confronti di imprese e professionisti della provincia, sono stati segnalati agli Uffici Finanziari di Terni e Orvieto oltre 65 milioni di euro di ricavi non dichiarati o non contabilizzati, circa 12 milioni di euro di elementi negativi di reddito non deducibili, imposta sul valore aggiunto evasa per circa 12 milioni di euro, ritenute d’acconto non operate e/o non versate per 300mila euro. Scoperti 24 lavoratori in nero o comunque non assunti regolarmente, sequestrato oltre un chilo di sostanze stupefacenti (cocaina, hashish, eroina); denunciati all'Autorità Giudiziaria per violazioni alle norme penali 159 persone. Numerosi anche i servizi svolti in materia di sicurezza e pirateria informatica, lotta alla produzione e commercializzazione di merci contraffatte, violazioni alle leggi sull’immigrazione. L’analisi della Guardia di Finanza a livello locale, consente comunque di affermare che, al di là dell’analisi delle cause del fenomeno che oscilla tra interpretazioni giustificazioniste legate alla alta pressione fiscale ovvero interpretazioni più severe legate al fatto che le componenti economiche e sociali italiane avrebbero un indole comunque portata alla evasione, non vì è dubbio che anche in provincia di Terni i numeri sono rilevanti in materia di evasione fiscale. Si ritiene che sul territorio nazionale sia quasi un quinto del Pil (oltre 270 miliardi di euro) l’importo che sfugge a tassazione; e comunque anche in provincia di Terni le tipologie evasive non sono diverse rispetto alla rimanente parte del territorio. A titolo esemplificativo: se è vero che non battere lo scontrino comporta grossi rischi per l'imprenditore perché dopo 4 mancate emissioni c'è la sospensione della licenza, è anche vero che continua a verificarsi il mancato rilascio del documento o la consegna al clienti di conti cassa simili a uno scontrino ma che invece nulla hanno di fiscale. In provincia di Terni, a tale proposito, complessivamente, a fronte di circa 600 controlli, sono state riscontrate 150 mancate emissioni di scontrino o ricevuta fiscale; diffusione costante delle cosidette "frodi carosello" che consentono di importare merci senza pagare l’Iva, mediante la creazione di società fittizie fantasma che permettono di intascare l’imposta senza versarla all’erario, anche perché rimangono in vita per periodi brevi prima di essere messe in liquidazione e sparire: come è il caso di una situazione accertata a Terni nel settore della compravendita di automobile che ha portato a nascondere ricavi per oltre 18 milioni di euro; collegamenti con società offshore con sede in paradisi fiscali o comunque in paesi che godono di una normativa fiscale più agevolata, e che in realtà sono soggetti assolutamente fittizi (si sostanziano a volte in semplici cassette postali). Si tratta di società che hanno semplicemente lo scopo di far figurare come introitati in quei paesi, ricavi in realtà prodotti in Italia, spostando oltre confine la tassazione: ed è il caso di un imprenditore ternano operante nel settore informatico che aveva creato una società di comodo oltreoceano per beneficiare di un trattamento fiscale di favore. che ha permesso di nascondere al fisco quasi 3milioni di euro. Rimangono poi costantemente presenti nel panorama delle metodologie di evasione fiscale, le situazioni classiche di mancata emissione della fattura, di emissioni di fatture false, di mancata presentazione della dichiarazioni ovvero, pur in presenza di dichiarazioni regolari, di semplice omissione dei versamenti. Non ultimo il caso di uno specialista medico che risulterebbe non aver rilasciato fatture ai propri pazienti per importi complessivi di oltre 500mila euro. Da ultimo, occorre segnalare un incremento delle unità operative che la Guardia di Finanza di Terni e provincia ha destinato al controllo delle uscite degli enti della pubblica amministrazione sulla spinta dell’intenso lavoro svolto dalla Procura della Corte dei Conti di Perugia, e nella necessità di rispondere alle direttive di miglior utilizzo della gestione delle risorse dello Stato. L’attività ha consentito di segnalare danni erariali per oltre 4 milioni di euro provenienti, tra l’altro,da aggiudicazione di servizi commissionati da enti locali in maniera scorretta a ditte private, sperpero di denaro pubblico derivante dall’acquisto di attrezzature , anche di rilevante valore, mai usate, mancata applicazione di penali in caso di tardiva consegna di lavori da parte delle aziende esecutrici, erogazione di fondi per prestazioni mai ricevute.
(Foto di archivio)
20/6/2008 ore 12:58
Torna su