20/11/2019 ore 18:25
Terni: imprenditore importa fiori dall'Olanda ma senza dichiarare nulla al Fisco, in due anni aveva evaso circa un milione di euro
Importava fiori dall'Olanda e poli li rivendeva in Italia, ma di questi movimenti non esisterebbe alcuna traccia a livello di documentazione fiscale. Secondo la Guardia di Finanza il titolare della ditta florovivaistica in questione avrebbe sottratto all'erario la ragguardevole cifra di un milione di euro. L'intervento delle Fiamme Gialle ha riguardato una società umbra impegnata nella commercializzazione di prodotti florovivaistici operante fino a poco tempo fa anche in provincia di Terni. La verifica ha consentito ai finanzieri di segnalare agli Uffici Finanziari oltre un milione di euro sottratti a tassazione da parte del soggetto controllato. L'attività ispettiva ha preso le mosse da una serie di controlli che vengono effettuati anche mediante l'ausilio delle banche dati in uso alla Guardia di Finanza, nei confronti degli operatori economici relativamente alla regolare osservanza delle norme che regolano i rapporti tra paesi comunitari in materia di imposta sul valore aggiunto; e proprio in tale contesto i finanzieri attenzionavano una società che in passato aveva operato anche in provincia di Terni nel settore florovivaistico. La ditta, secondo quanro tiferito dalla Gdf di Terni, pur avendo intrattenuto rapporti con una società olandese, per il 2004 e il 2005 risultava non aver presentato alcuna dichiarazione risultando pertanto sconosciuta per quel periodo al Fisco.
Scattavano più approfonditi controlli e tramite le strutture antifrode del comando generale della Guardia di Finanza, veniva attivato l'organo fiscale olandese per confermare l'effettiva esistenza delle importazioni dall'estero con particolare riferimento, all’Olanda. Nel prosieguo delle indagini venivano effettuati anche accertamenti bancari nei confronti della società e dei soci andando a rilevare tutto il denaro transitato su conti correnti accesi presso gli istituti di crediti italiani. L'attività svolta permetteva di accertare che la società non aveva dichiarato ricavi per un milione e centomila euro circa, sottratto imposta sul valore aggiunto per circa centodiecimila euro e violazioni anche alla tassazione Irap.


16/6/2008 ore 16:59
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